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King Kong

Regia di John Guillermin vedi scheda film

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La recensione su King Kong

di maso
6 stelle

What ever happened to Fay Wray? What's gonna happen to King Kong?

Strano il destino di King Kong e dei film che ne hanno fatto, credo che in definitiva le versioni migliori di questa storia su pellicola siano quella datatissima di più di ottanta anni fa che riuscì a far credere che un pupazzetto alto trenta centimetri si arrampicava su un grattaceielo di ottanta piani e soprattutto l'omaggio citazione che apre il mio pezzo in "The rocky horror picture show", non solo quel verso della confessione parabola del dottor Frank'n Further che apriva "The wild an untamed thing" ma anche un'altro verso di "Super heroes" che diceva che qualcosa era andato storto fra Fay Wray e King Kong, e ancora Rocky che porta via il cadavere del suo creatore sulla torre della RKO come King Kong la sua bella su per l'Embare Shteiz pe poi cascà jo come nu fagotto.

Gli altri sono quello di Michael Jackson rifatto male come il suo naso computerizzato in plastica e condito da tutti gli errori possibili immaginabili, dal cast al tono o dal tonNo al castO e poi questo del settantotto che merita quanto meno più rispetto.

L'avventura messa in scena da Guillermin ha quel sapore di kolossal hollywoodiano vecchio stampo che cade nel periodo più ricco della sua filmografia, un regista che ha attinto al meglio dalle storie corali di John Sturges, gli esterni ariosi di George Stevens, il ritmo e l'azione dei filmoni di Robert Wise e il film in tutta la prima parte è pieno di questi elementi, poi però entra in scena il pezzo forte dello spettacolo: il King Kong di Rambaldi e il film in qualche maniera perde colpi, va elogiato il lavoro coordinato fra la regia e gli effetti speciali e visivi per animare lo scimmione gigante fra mani meccaniche che lentamente rincorrono Jessica Lang e composizioni di retroproiezioni su un attore mascherato da gorilla, era il massimo che si potesse fare al tempo in cui il film fu realizzato, ma i primi piani con gli occhi di plastica dello scimmione come il naso di Michael Jackson sono fiacchi ed anche l'azione sull'isola e a New York con quegli occhi alla finestra dal retrogusto commedy fanno sorridere in un contesto nel quale non si dovrebbe.

 

  La mano meccanica creata da Rambaldi

 

La cosa peggiore di King King è proprio King Kong, ma King Kong è una storia molto bella e una valida metafora sulla avidità dell'uomo che vuole sfruttare la natura per ingrossare le sue saccocce, in tempi non sospetti una trasfigurazione della corsa all'oro nero che può sgozzare popoli e distruggere luoghi incontaminati anche se a volte la natura si ribella e il vero mostro della storia non è uno scimmione istintivo capace di amare una minuscola creatura bionda, ma piuttosto un piccolo uomo che con i suoi aeroplanini si abbatte e lo abbatte giù da un enorme grattacielo....mmmm.....triste presagio....il grattacielo..... gli aerei......il World trade center....cade giù......contrappasso......beh qui almeno hanno meeso gli elicotteri ma già nel 33 c'erano gli aeroplanini.

King Kong funziona meglio sulla carta che sullo schermo, sfruttando la propria fantasia e un po' di immaginazione, però Jessica Lange è favolosa, non soltanto per l'indubbia bellezza ma perchè riesce a sprigionare una innocenza ed una personalità che definiscono un oggetto del desiderio differente dalla storica Fay Wray passiva e urlante e il film ci guadagna almeno verso la fine con un po' di baccano fra modellini e folle terrorizzate a New York.

Fa piacere sentire un giovane Jeff Bridges doppiato da Colizzi e il grande Pino Locchi rendere ancor più viscido quella canaglia di Charles Grodin ma ancor più piacevole è la grande musica di John Barry, il vero mostro di questo film che riesce a renderlo più poetico di quello che in realtà sia.

Vari aneddoti circolano su questo film, tipo che Jeff Bridges e la Lange se la inendevano, e non è vero, è vero invece che De Laurentis dichiarò in italiano che Meryl Streep era troppo brutta per questo ruolo, aveva ragione ma la brava Meryl parla italiano e un po' si offese, anche la Streisand venne presa in considerazione, ci siamo a bravura ma non a bellezza, tutto l'opposto di Britt Ekland bellissima ma non troppo brava, la Lange fu un ottima scelta quindi, lo dimostra il fatto che nella scena del ritrovamento che la vede alla deriva su un canotto uno squalo le ronzava intorno.

Un ultimo aneddoto sul King Kong gigante in gomma piuma che si vede nelle ultime scene: fu riutilizzato in maniera surreale e magica in "Ciao Maschio" di Ferreri e quando ero piccolo ebbi modo di vederlo esposto a Fiabilandia, un parco giochi a tema dalle parti di Rimini........chi lo sa se giace ancora in quel padiglione? 

 

  King King nello stand di Fiabiliandia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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