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WALL-E

Regia di Andrew Stanton vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su WALL-E

di Genga009
8 stelle

Il miglior film d'animazione anglofono della storia del cinema dopo Fantasia e Nightmare Before Christmas.

Wall•E è il nono film prodotto dalla Pixar Animation, dedicato dallo staff a Justin Wright, animatore e sceneggiatore morto d'infarto negli studi Pixar mentre stava disegnando lo story-board del lungometraggio. Wright soffriva di problemi congeniti al cuore e per tutta la vita aveva avuto il sogno di lavorare presso lo studio d'animazione di John Lasseter. Nel 2007 entrò nella casa di produzione californiana come animatore dei titoli di coda di Rataouille, mentre nel 2008 scrisse la sceneggiatura del cortometraggio Presto. La storia di Wright racchiude in sé tutta la nostalgia che esprime Wall•E, film adatto a tutte le età ma ben lontano dall'essere un'opera d'animazione per bambini. L'idea di creare una storia sull'ultimo robot sulla Terra venne a Andrew Stanton - regista e sceneggiatore - durante una riunione tra le menti creative della Pixar (John LasseterPete DocterStantonLee UnkrichJoe Ranft) nel lontano 1994, quando ancora Toy Story era in fase di produzione e lo studio stava pensando a cosa proporre al mondo dopo l'uscita nelle sale cinematografiche del loro primo film. Tale idea fu accantonata in un primo momento e poi ripresa da Stanton stesso durante la lavorazione di Alla Ricerca di Nemo, quando finalmente decise di cominciare a scrivere qualcosa di più strutturato di un semplice abbozzo di trama. I punti fermi da cui il regista voleva partire erano principalmente due: gli esseri umani fuggono dal proprio pianeta perché troppo inquinato e la storia d'amore tra i due robot protagonisti. Mentre l'intreccio di Wall•E deriva da questi due elementi, la sua realizzazione tecnica e visiva si presenta, invece, prima di tutto uno straordinario omaggio a classici della fantascienza cinematografica quali AlienBlade Runner2001: Odissea nello SpazioAtmosfera ZeroIl Pianeta delle ScimmieIncontri Ravvicinati del Terzo TipoTronE.T. e Cortocircuito. Per la creazione dei movimenti del protagonista, lo staff della Pixar ha studiato dei veri robot compattatori d'immondizia, mentre per la grafica dell'intero lungometraggio sono stati sfruttati vecchi disegni preparatori di Tomorrowland. Wall•E è un personaggio unico nella storia del cinema non solo per le sue caratteristiche strutturali, bensì soprattutto per quelle espressive. Il protagonista, infatti, gesticola e parla con gli occhi esattamente come un attore ai tempi del film muto; riesce a far trasparire in maniera intensa e lucida ogni sua emozione tramite le sole animazioni del suo corpo meccanico. 

 

 

scena

WALL-E (2008): scena

 

 

Wall•E è, in assoluto, il film d'animazione più riuscito della storia sul lato tecnico-grafico. La classifica delle migliori opere animate, secondo criteri che includono rappresentazione visiva, fotografia, qualità grafiche e perfezione tecnica di realizzazione ad ogni livello o piano d'immagine, è la seguente:

 

 

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WALL-E (2008): scena

♦01. 2008, Wall•E (Andrew Stanton, Pixar Animation Studios)

 

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Ghost in the Shell - L'attacco dei cyborg (2004): scena

♦02. 2004, Ghost In the Shell 2: Innocence (Mamoru Oshii, Production I.G)

 

Scena

Il castello errante di Howl (2004): Scena

♦03. 2004, Il Castello Errante di Howl (Hayao Miyazaki, Studio Ghibli)

 

- Menzioni d'onore: Paprika, Ghost In the Shell, Fantasia, Akira, Piper, Steamboy, The Thief and the Cobbler, Alla Ricerca di Nemo, Metropolis, Coraline, Angel's Egg, Inside Out, Feherlofia, La Storia della Principessa Splendente, Nightmare Before Christmas, Le Avventure del Principe Achmed, Si Alza Il Vento, Ponyo Sulla Scogliera, La Città Incantata, Principessa Mononoke, Nausicaä della Valle del Vento, Pinocchio, Alla Ricerca di Dory, Loving Vincent

 

Il perché quest'opera sia di tale importanza - per ciò che riguarda l'aspetto più tecnico dell'animazione - è reso palese dall'enorme innovazione che propone in campo grafico. La Pixar in ogni suo lungometraggio supera i propri limiti per cercare di rendere sempre più espressivi gli oggetti inanimati che costituiscono gran parte dei suoi personaggi. I robot di Wall•E, al contrario dei giocattoli di Toy Story, non sono antropomorfi, non hanno una bocca, non parlano e danno quindi l'idea evidente di essere oggetto senz'anima che prende vita nel film. La rivoluzione tecnica sta nella simpateticità con cui comunque i personaggi riescono a comunicare fra loro e con lo spettatore. Wall•E, nonostante si esprima solamente con rumori elettronici, è uno dei personaggi della storia del cinema d'animazione con cui è più facile empatizzare; con cui si entra subito in armonia emotiva. Questo è merito dei particolari che sono stati modellati dagli animatori per caratterizzare ogni sfaccettatura della personalità dei robot; piccoli movimenti, tic e suoni di vario genere che definiscono la sensibilità e l'umanità dei personaggi. Perciò Wall•E si trova in prima posizione nella classifica generale delle migliori animazioni ed è, dopo Fantasia (1940) e Nightmare Before Christmas (1993), il miglior film d'animazione anglofono della storia. La perfezione tecnica supera quella dei grandi film giapponesi come Innocence e La Città Incantata, in quanto soltanto in questo film la grafica pulsa come se stesse prendendo realmente vita; come se i robot di Ghost In the Shell, che ovviamente anche per esigenze autoriali mantengono sempre la propria identità di oggetto e non divengono mai soggetto vivo ma al massimo dotato di, appunto, un ghost, fossero revitalizzati da un impianto tecnico che riesce a renderli perfetti esseri umani. Le opere di Production I.G e Studio Ghibli, oggettivamente i migliori studi d'animazione giapponesi assieme alla Madhouse, non sono mai riuscite a trasformare la loro eccellente resa grafica in qualcosa che, per quanto fosse realizzato con una cura maniacale e avesse in sé elementi tecnici d'avanguardia (AkiraGhost In the ShellMetropolis), facesse "respirare" le animazioni e donasse loro una vera e propria anima. La Pixar Animation Studios, con Wall•E, diventa l'apice dell'animazione mondiale, plasmando un pianeta e uno spazio di una qualità sopra ogni aspettativa e, soprattutto, creando i robot più umani che siano mai stati realizzati.

 

Ulteriore caratteristica che premia Wall•E di essere uno dei migliori film di tutta l'animazione statunitense è il design sonoro che lo contraddistingue. Tale compito è stato affidato a Ben Burtt (Star WarsE.T., Indiana Jones), il professionista più premiato di sempre nel suo campo, che si cimenta nella produzione di suoni e rumori che rappresentano in maniera irreprensibile il binomio meccanicità-espressività.

 

 

scena

WALL-E (2008): scena

 

 

Il lungometraggio presenta una fotografia molto differente da quella classica utilizzata solitamente nei film Pixar, spesso patinata, molto lucida, che crea un contrasto sempre ben definito tra tutti i colori messi in scena. Wall•E, infatti, mostra un'estetica quasi "vecchia", spesso con effetti simili ai tagli di pellicola su schermo, delle colorazioni tendenti al seppia, all'ocra e al grigio fumo. Andrew Stanton, affiancato dal direttore della fotografia Roger Deakins (Blade Runner 2049, 1917) e dal supervisore degli effetti visivi Dennis Muren, ha voluto rendere il design dell'opera simile a quello caratteristico dei film di fantascienza anni 60a e 70a, ricreando così nel mondo futuristico del film un importante contrasto di atmosfere. Tale contrasto è amplificato dal video che riproduce il muscial Hello, Dolly! (1969) e dalla colonna sonora, formata dalle pompose musiche di Thomas Newman e dalla, invece, delicata e sognante versione di Luis Armstrong de La vie en rose di Edith Piaf.

Sempre riguardo al design, questa volta dei personaggi, hanno collaborato alla realizzazione di EVE alcuni dei più importanti responsabili del design dei prodotti Apple. Proprio per questo motivo, la protagonista assomiglia notevolmente ad un iPod sia nella forma ovoidale sia nella superficie perfettamente liscia del corpo robotico, interamente bianco con il solo volto nero, esattamente come il display di un apparecchio telefonico. Wall•E è l'unica opera prodotta dalla Pixar ad avere sequenze live-action inserite nel lungometraggio. Per esempio, le scene in cui il presidente della Buy n Large Corporation spiega il motivo per cui l'umanità è fuggita dalla Terra sono tutte riprese dal vivo trasmesse poi nel film via schermi olografici.

 

 

scena

WALL-E (2008): scena

 

 

La regia rende la visione fluida e scorrevole; tinge l'opera di un romanticismo sano che funge da contraltare alle aspre tematiche che il film espone in maniera del tutto diretta. La vacuità dell'essere umano, impigrito, obeso, reso completamente ozioso e illuso dalla sua stessa tecnologia vaga per lo spazio senza nemmeno ricordare perché è dovuto partire e lasciare la Terra, un posto divenuto ormai spoglio e reso inospitale dall'inquinamento e dalla mastodontica mole di rifiuti che lo ricopre. Dei tanti robot "netturbini" che sono stati lasciati sul pianeta per ripulirlo, Wall•E (Waste Allocation Load Lifter Earth-Class) sembra essere l'ultimo rimasto ancora funzionante. Ormai arrugginito dai raggi solari, il protagonista vaga nelle metropoli di spazzatura per imballare ogni giorno montagne di rifiuti di ogni tipo. Le sue giornate sembrano essere destinate a ripetersi fino alla sua completa usura quando, ad un certo punto, vicino a lui atterra un altro tipo di robot. EVE (Extraterrestrial Vegetation Elavuator) è una macchina avanzata e armata, mandata dalla Axiom, l'enorme nave spaziale in cui da settecento anni abitano gli esseri umani, per cercare vita vegetale sul pianeta. Dopo aver trovato un germoglio, il robot bianco attiva la modalità di ibernazione e si disattiva in attesa di essere prevelato da un razzo che lo riporterà alla casa madre. Wall•E nel frattempo si era molto affezionato e decide di prendersene cura. Come Woody Allen nei panni dei suoi personaggi più innamorati, il vecchio robot protegge e porta a spasso EVE cercando nei modi più dolci e impacciati di farlo risvegliare. Quando il razzo arriva sulla Terra, i due protagonisti partono insieme alla volta dello spazio sconfinato per arrivare alla Axiom. La prima parte del film si chiude con una magnifica sequenza in cui Wall•E viaggia nel vuoto e, mentre resta attaccato saldamente alla navicella, gioca con ed esplora tutte le piccole comete e i pulviscoli ghiacciati con cui può venire a contatto.

Arrivato alla immensa nave madre, Wall•E cerca in tutti i modi di svegliare e successivamente salvare EVE, che nel frattempo deve andare contro il suo protocollo ed il suo stesso software per cercare di riportare gli umani nella loro patria e terra natìa. Sulla Axiom gli esseri umani sopravvivono nella peggior visione distopica possibile. Ingrassate fino a non poter quasi camminare, le persone vivono delle routine programmate ad hoc per rimanere completamente ignoranti e passive di fronte una realtà che offre loro centinaia di slogan e attività digitali. Senza nemmeno accorgersi gli uni degli altri, ormai diventati stupidi perché non più scolarizzati, gli esseri umani vagano per la Axiom sprecando le giornate, che passano da soli muovendosi su delle poltrone fluttuanti in percorsi prestabiliti mentre parlano al telefono, ordinano il cibo del giorno, comprano ciò che va di moda per un'ora per poi stancarsi e continuare così il proprio ciclo auto-indulgente e auto-distruttivo. Wall•E è decisamente più umano degli umani, ha delle pulsioni, dei sogni, delle emozioni che vibrano e scuotono anche gli animi dei robot che incontra nella nave madre. Alla fine, scoperta l'identità di colui che non vuole far tornare a casa l'umanità ma preferisce che la situazione rimanga mascherata e che nulla cambi, i due protagonisti e i loro alleati riescono a sovvertire il sistema e fare rotta verso la Terra.

 

 

scena

WALL-E (2008): scena

 

 

Se la prima metà del film è effettivamente da dichiarare un capolavoro sia di messinscena sia di concetti-narrativa, bisogna dire che, invece, dall'arrivo dei due protaognisti nella Axiom si riscontrano un gran numero di sequenze volte ad alleggerire il carico drammatico dei sottotesti proposti in precedenza, smorzando dunque il tono adulto e altamente riflessivo con cui l'opera era cominciata. Dunque nemmeno le vette prodotte dai Pixar Animation Studios (Wall•E, Up, Monsters&Co, Inside Out, Ratatouille, Gli Incredibili, Alla Ricerca di Nemo, Piper), lavori certosini sul lato tecnico e concettualmente densi, non sono comunque in grado di sgangiarsi da un mondo - quello del cinema di serie A americano - adatto alle famiglie e agli spettatori più giovani. Ciò non è sicuramente un difetto, tuttavia non eleva Wall•E a capolavoro assoluto (film che deve in qualche modo distinguersi dagli altri "meravigliosi" non solo in un ambito, come può essere quello tecnico in questo caso, bensì nel suo insieme) poiché encomiabile e coraggioso fino a metà durata, poi godibile e intelligente, infine sempre avvincente ma blando. Il finale di Wall•E, infatti, è positivo, poco originale ma altrettanto coerente con le fondamenta ideali della scenaggiatura. Come in un epilogo miyazakiano, in quello del film la speranza avvolge tutti i personaggi che, una volta tornati a casa, sono motivati a ristabilire l'ordine sul pianeta e rendere la Terra il posto meraviglioso che avevano distrutto con la loro totale mancanza di rispetto e la loro indolenza.

 

Film inserito nei capolavori della storia del cinema animato. (come capo d'opera)

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