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L'amore ai tempi del colera

Regia di Mike Newell vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su L'amore ai tempi del colera

di valerioexist
8 stelle

Film sul colera con le musiche di Shakira!
Un vecchietto si alza da una sedia in giardino per riacchiappare il suo pappagallo sopra ad un albero, la serva negra s’affaccia dalla finestra e gli dice “dottò così v’ammazzate!”, lui cade e s’ammazza. Portasse un po’ sfiga la serva? Appena saputo della sua morte, un vecchietto che somiglia a De Filippo, e che di nome fa Florentino Ariza, corre subito a casa della vedova per provarci, sicchè attendeva quel momento da 51 anni, 7 mesi e 4 giorni (no, non è tratto da un libro di Moccia). Ma la vedova Fermina Daza (una Giovanna Mezzogiorno ormai ottuagenaria) lo rifiuta severamente. Poràccio! Ma chi era questa gente? Torniamo così indietro nel tempo, al 1879!

Fiorentino Ariza è ancora pischello, lavora in una tipografia e scrive poesie, un giorno spizza dalla finestra questa tizia che tanto gli piace e decide di scriverle chilometri di lettere (citazione Pezzaliana) d’amore, soprannominandola la sua “Dea incoronata” (che dorce!). Lei, che sembrava tirarsela un po’ perché pariolina (il padre vendeva muli e quindi stavano coi soldi), accondiscende il rapporto epistolare… anzi, sembra proprio starci! E quindi daje… Florentino Ariza si scoccia, però, di tutta questa carta straccia e decide di andarle sotto casa a chiederle di sposarlo, lei dice ok! poi, però, arriva il padre di lei, che pare abbia la sua stessa età, e le dice “no, col cazzo che ti sposi quel morto di fame, io vendo i muli, c’ho i soldi e tu ti devi mettere con uno fico e coi soldi!”, il padre lo doppia Francesco Pannofino (mito), quindi, siccome l’attore c’ha un nome spagnolo lungo e complicato e già con Florentino faccio fatica, lo chiameremo convenzionalmente Pannofino. Dunque, Pannofino s’incazza e va da Florentino dicendogli “te devi levà da mezzo! Sennò ti shparo!” lui, che è poeta, chiede d’esser sparato perché non c’è nulla di più nobile che morire per amore. Coppietta coatta al cinema: “amò, tu te saresti fatto sparà pè amore mio?” – “aoh… ma mica me spara tu padre ahò, mica c’ha er fèro!” – “che scemo che sei” – “vieqquà dammelo ‘mbacétto” – “lasceme!”.
Così Pannofino prende la biga coi cavalli e coi muli e porta la figlia a vivere con la cugina, che di nome fa HILDEBRANDA! Comincia la guerra e Florentino continua a scrivere lettere e rosicare. Passano gli anni, Fermina torna al paesello di Florentino, mentre lui ha cambiato interprete, ora è Javier Bardem (il paralitico di Mare Dentro) ed è un tantinello più bruttarello, infatti, quando becca la Mezzogiorno in un mercatino lei gli toglie ogni speranza perché dice che il loro amore era solo un illusione. Povero Florentino, ci rimane male assai, lui che svomitazzava ovunque per quanto era innamorato tanto da far credere alla madre che pure lui c’avesse il colera! Ah già il colera! Ma perché questa malattia è nel titolo del film ma non se ne parla quasi mai? Io credevo che fosse stato una specie di “Promessi Sposi” col colera al posto della peste, invece no. Si parla un po’ di colera giusto quando la mezzogiorno comincia ad averci la diarrea e Pannofino decide di chiamare un luminare della medicina per controllare se la figlia c’ha o meno questo benedetto colera. Il luminare è un tale Dr Urbino (Benjamin Bratt), un viscidozzo fico che somiglia un pochino ad Alessandro Gassman, ma più impomatato. Una volta scoperto che la Mezzogiorno non c’ha il colera, er Pomata chiede a Pannofino se si può mettere con la figlia, ed il padre (avendo capito che il dottore era uno coi soldi) gli da più d’un imbeccata, raggiungendo quasi consigli al livello di “scopatela quando ti pare mia figlia!”. Così il piacione e la Mezzogiorno si sposano, vanno in luna di miele a Parigi (banali), dove lui le prende una mano e se la mette sul pacco, dicendole frasi piacione muovendo ininterrottamente le sopracciglia. Che tipo! Mica come Florentino che, sempre più nerd e leopardiano, comincia a rosicare come una bestia per il matrimonio della sua “dea incoronata”, ma non si rassegna, aspetterà la morte del piacione per continuare a batterle i pezzi. Prima comincia a fare lo scrivano come Don Felice Sciosciammocca (scrive le lettere d’amore alle fidanzate degli analfabeti che poi si rivolgono sempre a lui per dare loro una risposta), poi si sposta a lavorare altrove per non pensare più alla Mezzogiorno, ma in una barca viene rapito da una ninfomane che lo svergina in cinque secondi dentro ad una stanzetta buia. Florentino scopre così il sesso! La cosa non gli dispiace e comincia a scopare con un matto con chiunque. Non si sa come si procuri tutte queste donne datosi che, oltre a somigliare sempre di più al papà di Robin Williams in Jumanji e ad Eduardo De Filippo, c’ha pure una discreta gobba… e poi è nerd! Così su di un’enorme moleskin inizia a numerare tutte le trombate che si fa. Qui il film inizia a diventare trash perché lui inzuppa sempre e la cosa diventa quasi comica (specie per alcune riprese ed alcuni dialoghi da film con Edwige Fenech). Intanto la Mezzogiorno sta sempre col viscidone, lui ad una certa la tradisce pure, ma lei prima ci litiga (“NON MI TOCCARE!! Ah, no, quello è “l’ultimo bacio”) ma poi abbozza e lo perdona, perché a le donne, si sa, gli piacciono belli e stronzi. Che poi Urbino la tradiva pure con una brutta! Bah! Florentino, invece, quasi si dimentica della Mezzogiorno, visto che comincia ad interessarsi molto ad una delle sue amanti, solo che, siccome, Florentino, non è più umile e col fatto che scopa, si sente non-più-nerd, le scrive sulla fregna “questa è mia” coi pennarelli, il marito di questa se n’accorge e l’accoppa. Ecco! Bravo Florentino! Hai voluto fare il fico eh? BU! Florentino continua a cambiare donne con la stessa costanza con cui i Matia Bazar cambiano componenti e alla fine se ne trova quasi una fissa, una pischelletta di nome America.
Rieccoci all’inizio del film! il Dr “Piacione” Urbino crepa e Florentino Ariza riprende a battere i pezzi alla Mezzogiorno. Lei dice “no”, poi alla fine dice “vabbè”. I due montano su una nave e scopano! Finalmente l’amore coronato… però che sfiga… proprio mo che è diventata una vecchiaccia! Ma poi come facevano a quell’età senza viagra? Beh, lui, in fondo, però, di cognome faceva pure “Ariza”… che ne so.
Caruccio il film. Le musiche sono di Shakira che ogni tanto si lamenta con una chitarra in sottofondo, ha la voce uguale a Tiziano Ferro! È un film “drammatico” ma, come ho già detto, a volte sfiora la commedia. Si potrebbe, più correttamente, definire sentimentale. Nel film invecchia solo Florentino, la Mezzogiorno invece è sempre lei, ritruccata, a tutte le età! Ho detto: a volte un po’ trash… però ci può stare. io m’aspettavo una simil fiction da Rai Uno messa al cinema (tipo i Vicerè). Il libro non l'ho letto, ma indubbiamente la trama regge, e, per chi vede unicamente il film, non ci sono lacune, come spesso accade. Bella prova per il regista Mike Newell, che è uno che riesce a spaziare da Harry Potter a Donnie Brasko, da 4 Matrimonie e un Funerale ai film sul colera con Shakira che canta.
Viva Pannofino!
Voto: 7 –


VL

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