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Sukiyaki Western Django

Regia di Takashi Miike vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Sukiyaki Western Django

di Tiaz gasolio
6 stelle

Sukiyaki Western Django – La Recessione.
Takashi Miike è il regista giapponese più amato dallo staff della Recessione. D'altronde, è grazie al suo metodo strambo e prolifico che abbiamo conosciuto il Giappone visto attraverso gli occhi di un acidomane sognatore. Ma anche il prolifico Miike ha delle preferenze e, come noi, da piccolino sognava il selvaggio west con gli spaghetti western di Sergio Leone & co. Con questa sua sessantesima - non scherzo - pellicola, ha deciso di omaggiare il genere girando il suo, di film western. Ma, come è ovvio, non potevamo aspettarci il tipico film western da manuale. La pellicola si apre su Quentin Tarantino, sì, proprio il famoso regista, che ci racconta la storia del nostro protagonista, il tutto racchiuso in un set cartonato dipinto a mano, una scelta registica volta a ricordare i budget risicati di certi western, forse volta a concentrare lo spettatore sui personaggi, oppure il sole appeso a un filo voleva essere la metafora della vita del pistolero; in realtà, è più probabile che sia una semplice pazzia di Takashi Miike. Ma il film cambia subito registro e prima di tutto accantona Tarantino in favore del vero protagonista, il pistolero che si ritrova a dover prendere posizione tra due fezioni presenti in questa sperduta cittadina jappowestern, dove i tipici edifici in stile western si amalgamano con elementi della più tipica architettura nipponica. La gente di questo paesino è da tempo flagellata da diversi gruppi di persone che si trasferiscono lì in cerca di ricchezza e che hanno il brutto vizio di vestirsi tutti uguali. Quindi i poveri abitanti, dopo essere stati maltrattati da vari gruppi di persone rigorosamente vestiti in maniera monocromatica, gialli, blu e simili, che guai se una delle loro mogli sbaglia un candeggio, si ritrovano dominati dai bianchi, comandati dal metrosessuale più veloce del west, Yoshitsune. I bianchi sono contrastati dai rossi, comandati dall'imbecille acculturato Kiyomori, un coglione col feticcio di Shakespeare e che vuole farsi chiamare Enrico. Mentre vediamo il pistolero fare un po' il doppio gioco tra i due gruppi in puro stile dure del west, scopriamo anche la triste storia di Ruriko e del nipote dalle orecchie a sventola, figlio "mezzosangue" di un bianco e di un rosso, il cui padre è stato ucciso e la madre sembra essere rincoglionita per la disperazione. Ma è proprio la storia d'amore maledetta della madre del ragazzino Dumbo e il suo accanimento per il giardinattio che porteranno il pistolero e la non-poi-così-vecchia e nemmeno-tanto-ubriaca Ruriko a porre fine al dominio delle due bande. Sukiyaki Western Django è un pellicola di Miike e, in quanto tale, o la ami o la odi. Un film costellato di errori probabilmente voluti dallo stesso regista, che mette in gioco un simbolismo tipico giapponese mischiandolo alle tipiche atmosfere wesern in stile Sergio Leone, il tutto con una spruzzata di violenza in puro stile Tarantiniano e, come la maggior parte dei film del regista giapponese, riesce ad incuriosire lo spettatore rendendolo partecipe della pellicola.
per insulti anche non costruttivi.
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La Recessione
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