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Italiani, brava gente

Regia di Giuseppe De Santis vedi scheda film

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La recensione su Italiani, brava gente

di Baliverna
8 stelle

De Santis non mi ha mai deluso, e nemmeno in questo film, che mi era rimasto impresso da quando lo vidi da bambino. Forse non è perfetto e non ha il livello di altre sue opere, ma ha una notevole forza drammatica, e colpisce con le sue situazioni e si suoi personaggi.
La scenggiatura è opera di più mani (anche di un russo), e questo in qualche modo si nota. Forse si deve a questo russo e allo stesso fatto che sia una coproduzione italo-sovietica la presenza qua e là nei gialoghi di una specie di pubblicità occulta sulla colletivizzazione della terra, su certi metodi agricoli in uso in URSS, e una certa esaltazione del popolo russo. Tuttavia questo non mi ha disturbato più di tanto, perché il film comunque non risulta didascalico. La prospettiva generale è quella di un sincero umnanitarismo pacifista; anzi, forse questo è uno dei film più efficacemente pacifisti che ho visto. L'attenzione del regista è tutta per i piccoli ma grandi drammi dei singoli soldati, dei poveracci strappati dalle proprie vite e dai propri affetti e mandati al fronte per una guerra assurda che non giova a nessuno. Parimenti, vengono mostrati alcuni interessanti ritratti di russi, come quello della ragazza condannata alla fucilazione e del russo che parla spagnolo (a proposito, che guazzabuglio di lingue e dialetti nel film!).
Il pacifismo del film è dato dalla serie di situazioni dove si muore in modo assurdo e crudele: a questo proposito sono da ricordare l'episodio della lepre contesa tra russi e italiani, l'impiccagione del russo, e diverse morti casuali di singoli soldati. Queste situazioni sono mostrate da De Santis con indiscutibile forza drammatica, e aggiungerei anche crudezza. O meglio, direi che il film accosta in modo originale elementi come il lirismo, la compassione e l'umanitarismo con la crudezza, la disumanità, e la spietatezza. Un'altra scena impressionante è l'autista del camion in fuga che investe un soldato dopo l'altro per la smania di andarsene e tornare a casa. Poi però, schiacciato dai rimorsi, esce dal mezzo e piange amaramente.
In generale, è un film che comunica un forte senso di disperazione, e credo ricrei fedelmente la tragica esperienza della campagna di Russia. Lasciatelo perdere se siete depressi.
In una parte troviamo un giovane e bravo Peter Falk. Belle anche le musiche.
La Rai ha mandato recentemente in onda la versione credo integrale di 2h e 22', mentre nelle schede si riporta 1h e 47.

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