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Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!

Regia di Don Siegel vedi scheda film

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La recensione su Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!

di munnyedwards
8 stelle

 

 

Un uomo e la sua .44 Magnum, un poliziotto fuori dagli schemi e dal tempo, un pistolero solitario che preferisce la decadente San Francisco degli anni ’70 alle più classiche praterie del west, è con questi elementi e con uno spirito politicamente un-correct che Don Siegel e Clint Eastwood danno vita ad uno dei personaggi più famosi del cinema d’azione, un vero precursore di temi e situazioni, oltre che fonte inesauribile per una moltitudine di antieroi che seguiranno dopo.

Ma prima di tutti c’è Harry Calla(g)han detto lo “sporco”, poliziotto anarchico per vocazione, violento per necessità e solo in risposta ad una società allo sbando e senza controllo, la giustizia è un utopia buona per le campagne elettorali di sindaci senza palle e di passacarte e burocrati del sistema, la realtà è quella delle strade insanguinate e dei pazzi assassini, squilibrati come Scorpio, armati di fucile di precisione e di buona mira.

 

Dirty Harry Movie Poster

 

La forza dirompente di un film come Dirty Harry sta nel suo essere onesto fino in fondo, fedele portabandiera di un messaggio scorretto o perlomeno discutibile, nel coraggio che mostra tratteggiando un personaggio che di fatto è un killer in divisa, un bastardo che mangia hot-dog e nel contempo stende senza pietà una banda di rapinatori in pieno centro cittadino.

Sono gli occhi di ghiaccio di Clint Eastwood e il suo sorriso beffardo a fare di Harry un’icona indistruttibile, quando punta la sua .44 Magnum in faccia al teppista ferito e gli recita la famosa battuta dei colpi sparati (“Saranno 5 o 6? Ti confesso che in tutta questa baraonda ho perso il conto anch’io”) si percepisce chiaramente l’essenza spietata dell’uomo, il suo desiderio di sparare e di uccidere.

Non ci sono dubbi quindi che la forza del film stia tutta nella presentazione di un protagonista così fuori dagli schemi, una figura eccessiva ma perfettamente inserita in un contesto sociale e politico pieno di contraddizioni come quello dell’America dei seventies, tra rivoluzioni culturali, rivolte di piazza e un generale malcontento verso le istituzioni.

Harry va dritto per la sua strada e in un clima di incertezze è l’unico che non ha esitazioni, che non si pone domande, che segue la sua preda e alla fine la elimina come (forse) è giusto che sia.

Tutto questo spiega solo in parte il successo del personaggio e del film, non va sottovalutato infatti il lavoro di un grande Don Siegel, maestro di un cinema artigianale e regista di b-movie che di fatto non erano b-movie (non lo sono mai stati e mai lo saranno), la sua impronta nella definizione della pellicola è determinante e contraddistinta da una cura particolare per l’inquadratura, tra movimenti di macchina sorprendenti e non convenzionali, il tutto accompagnato dal perfetto tema musicale di Lalo Schifrin.

 

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Numerose le scene da ricordare, la più famosa è quella dello stadio dove la spietata tortura di Harry a Scorpio si perde in un vorticoso effetto “risucchio”, ma non vanno dimenticate le sequenze della rapina, quella della consegna del denaro nel parco con il gigantesco monumento a forma di croce (a testimoniare l’assenza totale di una qualsiasi forma di fede e di speranza), tutto l’incipit con l’assassinio della ragazza, fino a giungere al gran finale, crudo e malinconico allo stesso tempo.

Calla(g)han segna quindi in modo indelebile il suo tempo, ma resta tuttavia un personaggio universale, un eroe moderno che si rifà ai classici del passato adattandoli al nuovo che avanza, ad una società allo sbando non più in grado di garantire la giustizia, qualsiasi significato si voglia dare a questa parola.

San Francisco è una giungla urbana dove cacciatore e preda si sfidano in un duello senza esclusione di colpi, killer e poliziotto sono due faccia della stessa sporca medaglia, due pedine che giocano una partita di morte in un contesto dominato dalla paura e dall’ipocrisia, l’opera di Siegel non accetta compromessi e al tempo della sua uscita suscitò non poche polemiche, boicottato dalla critica liberale più radicale, definito violento, immorale e fascista, un film che poteva distruggere la carriera di un regista e di un attore e che invece ha retto con nonchalance al passare degli anni, rinforzando le sue prerogative e ponendosi come opera di genere imprescindibile, cult indiscusso di un cinema action che oggi affonda nelle paludi del politicamente corretto.

Rivisto dopo tanto tempo in lingua originale e devo dire che il doppiaggio ITA (al quale sono comunque affezionato) risulta veramente pessimo, invenzioni inutili e frasi e concetti completamente stravolti.

Voto: 8.5

 

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