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Persepolis

Regia di Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud vedi scheda film

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La recensione su Persepolis

di mc 5
8 stelle

Da una parte abbiamo i film d'animazione miliardari, costati cifre record, realizzati con mezzi tecnici sofisticati e all'avanguardia, e con effetti visivi strabilianti...Dall'altra abbiamo film basati su disegni semplici dai tratti quasi infantili, realizzati in economia, ma che ti parlano direttamente al cuore, pur non rientrando nei canoni consueti del "cartoon" per bambini. E quando i primi si trovano a gareggiare coi secondi contendendosi per esempio un Oscar del cinema, potete star certi che i primi avranno la meglio. Ma non bisogna prendersela, è nell'ordine delle cose. Vabbè, sono ricorso ad un giro di parole, ma è chiaro che mi stavo riferendo alla contrapposizione che ha visto primeggiare il sontuoso capolavoro di produzione Pixar "Ratatouille" sul modesto (in quanto a budget e tecnica) "Persepolis", molto piu' essenziale, ma forse anche piu' ricco di anima, di pathos, di umanità. E questo detto da un fan sfegatato della Pixar come il sottoscritto il quale, però, di fronte alla grazia e alla delizia nostalgico/malinconica di un film del genere, ha dovuto arrendersi e soccombere. Ci sono sequenze in questa pellicola che vengono sottolineate da risate liberatorie condivise fra il pubblico in sala, quel pubblico che poi vedi uscire, dopo i titoli di coda, con il volto attraversato da un inequivocabile e benefico sorriso compiaciuto. Sì, diciamo pure che è un film che fa bene allo spirito. Ed è difficile, dopo la visione, accantonare il ricordo della giovane Marjane, così testarda, disillusa, irriducibile, inquieta, tanto che viene spontaneo volerle bene. Non sto esagerando: è un piccolo miracolo di film che, con semplicità e senza apparenti pretese, ti contagia col suo spirito irresistibile. La "magìa" di questa pellicola va individuata innanzitutto nel talento della sua giovane autrice e co-regista Marjane Satrapi. Coraggiosa e tenace illustratrice iraniana (ora con base operativa a Parigi) che ha vissuto sulla propria pelle tutte le esperienze e i percorsi di vita che costituiscono la sceneggiatura di questa brillante opera, che peraltro le ha procurato il Premio della Giurìa a Cannes 2007. La vicenda prende le mosse verso la fine degli anni '70, e vede Marjane bambina felice e vivace in una famiglia colta ed intellettuale, sullo sfondo di un Iran in cui il dominio dello Scià sta per essere spazzato via dalla furia rivoluzionaria dei khomeinisti. All'inizio questi ultimi ispirano simpatìa a chi -come i genitori di Marjane- si sentiva oppresso dal regime in fase di smantellamento. Ma ben presto anche i piu' "illuminati" si accorgono di essere passati dalla padella alla brace. Il nuovo regime dà subito segnali di feroce intolleranza che si manifestano in crudeli atti repressivi verso chi non si adegua ai dettami e regole di vita rigorose ed improntate ad un bigottismo fanatico e insopportabile. A quel punto per la piccola Marjane non c'è scelta: viene "spedita" a Vienna per compiere gli studi liceali. E da lì la nostra protagonista inizierà un percorso disseminato di esperienze una piu' dura e deludente dell'altra, che le lasceranno profonde cicatrici ma la trasformeranno da adolescente a donna e, soprattutto, consapevole e fiera delle sue origini iraniane. L'esperienza austriaca, dunque, si delinea un fallimento e comprende, fra l'altro, anche una catastrofica vicenda sentimentale, al punto che la ragazza sprofonda nella depressione e la scelta di tornare a casa dai suoi si prefigura come l'unica via percorribile. Accolta a braccia aperte dai dolcissimi genitori e dalla saggia nonna, Marjane è pronta a ricominciare da capo, proprio da quei luoghi che l'avevano vista bambina. Ma ben presto si rende conto che, nonostante le facce e le situazioni siano le stesse che aveva lasciato, nulla potrà mai piu' essere come prima. Dentro di lei qualcosa è cambiato, qualcosa che l'ha resa piu' realista, disillusa, capace di confrontarsi con le esperienze negative, corazzata perfino di fronte ad una nuova batosta come un matrimonio fallimentare. A questo punto la nostra Marjane si guarda intorno e vede un Iran fossilizzato, incapace di reagire in massa ad un regime insostenibile. E realizza che per lei l'unica soluzione è andarsene di nuovo, ma stavolta partirà non allo sbaraglio, ma bensì matura e padrona di sè stessa. E se stiamo ai fatti, Marjane ha fatto la scelta giusta, considerando il successo professionale conseguito dalla pubblicazione dei 4 volumi (in forma di romanzi a fumetti) che hanno dato spunto al film, nonchè gli attestati e i riconoscimenti che la pellicola va accumulando. Quest'opera rientra in quella categorìa di film d'animazione che si rivolgono prevalentemente ad un pubblico maturo e consapevole, essendo privo di quegli "effetti" che conquistano i bambini: d'altronde che esista un cinema "animato" ormai prettamente indirizzato agli adulti è cosa risaputa. E' interessante sottolineare un dettaglio; Marjane non ha la mentalità di chi accantona le proprie origini perchè infatuato della civiltà occidentale (come si riscontra in altri casi): tant'è vero che quando "sbarca" in Austria sbatte la testa contro ALTRI tipi di pregiudizi e di ottusità, come a dire che le barriere mentali non hanno dimora geografica. Bellissime le caratterizzazioni femminili (la madre e la nonna), e d'altra parte appare subito chiaro come la visuale del film sia affidata totalmente ad uno sguardo femminile, caratterizzato dalla tenacia, dall'indipendenza e dall'ironìa. Ed è proprio l'ironìa che viene esaltata nella sua massima espressività dalla forma "disegno animato", un'ironìa che con attori in carne ed ossa non sarebbe stato possibile "rendere" a questi livelli. Andando poi nel dettaglio dell'animazione, il suo carattere minimalista ed essenziale (niente 3 D!) consente di concentrare l'attenzione sui personaggi e su ciò che i loro volti esprimono, senza sfondi complessi o scenografie strabilianti a distrarre lo spettatore. Impossibile, davvero, non restare affascinati dalla poesìa, dall'intelligenza e dall'ironìa di questo film: provare per credere.
PS: pare che qualcuno, in Iran, l'abbia presa molto male, reagendo con polemiche e proteste. Ma a noi di questo importa ben poco.

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