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Luz silenciosa

Regia di Carlos Reygadas vedi scheda film

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Badu D Shinya Lynch

Badu D Shinya Lynch

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La recensione su Luz silenciosa

di Badu D Shinya Lynch
10 stelle

L'umanità

Il buio circonda tutto, è l'abbraccio freddo che avvolge i nostri corpi. Dopo la notte, arriva il giorno e la luce.
Una giornata come tutte le altre - Un dolce inferno come tutti gli altri.


Una famiglia serena e numerosa : figli che pregano, mangiano e sorridono insieme ai genitori. Ogni cosa è calma e tranquilla, finché il malessere e la scompostezza interiore, esplodono silenziosamente e cautamente: l'instabilità esistenziale, la monotonia familiare e la velleità passionale, sconvolgono l'equilibrio spirituale e morale del protagonista, e demoliscono definitivamente la vita di chi gli sta attorno. Uno sconvolgimento quotidiano apparentemente sobrio, freddo e distaccato, che in realtà racchiude una devastante implosione emotiva, inflitta da Reygadas nei confronti dello spettatore, come fosse un pugno sferrato con poetica malinconia. Un'esperienza ipnotica e straziante, che scardina tutti i "dogmi hollywoodiani" impressi (inevitabilmente) nella mente dello spettatore : è un cinema innovativo e sovversivo quello che il regista propone al pubblico ; è un nuovo modo di affrontare la disperazione, di scandagliare l'oscurità interiore e di sopravvivere alla morte, o meglio, di soprammorire alla vita. Luz Silenciosa è un dramma sensazionale che racconta, con pittorica armonia, la disarmonia di coppia : è l'impossibilità di una storia d'amore, la mancanza cosmica di un abbraccio vero e puro, il paradosso affettivo che, come un gioco macabro, separa e unisce le persone. L'amore è invisibile - il sesso è visibile. Un lungometraggio denso di sentimenti, capaci di trasformare la pioggia in lacrime. Una pellicola potente e dilaniante, ricca di sequenze suggestive, meravigliose e memorabili (l'incipit e l'excipit sono inarrivabili).

Immensità ed enigmaticità - il finale : Esther potrebbe rappresentare la natura, l'equilibrio di ogni cosa. Potrebbe essere la manifestazione del desiderio umano - naturale - che alberga inconsciamente nell'anima delle persone. La reincarnazione della "svolta", dell'atto liberatorio inteso come figura salvifica. Il tradimento di Johan nei confronti della moglie sembra paradossalmente obbligatorio, una tappa indispensabile per ritrovare la stabilità originale e coscienziale del Tutto - della vita. Esther è l'espressione della natura e dei suoi processi esistenziali : c'è una scena emblematica nella quale, dopo che Johan ed Esther fanno l'amore (non sesso, ma Amore), all'interno della stanza cade dolcemente e inspiegabilmente una foglia di cipresso. Un'altra sequenza simbolica, pressoché impercettibile, è quella in cui la donna riporta in vita Marianne - ecco la trascendenza dreyeriana, il miracolo dumontiano, ecco l'Humanité, il Sacrificio e la Compassione, il bacio cinematografico, oltre la ragione - e, poco dopo, si intravede una farfalla nella stanza e successivamente, appena inquadrano la finestra leggermente aperta, si vede quella stessa farfalla uscire dalla camera e fondersi con l'immensità della natura, dell'infinito. Si, ora la Natura (umana?) ha compiuto il suo corso, ora l'equilibrio è tornato, forse anche meglio di prima, forse ora si è più forti di prima. Esther era fondamentale, era lo specchio deforme delle nostre esigenze vitali, carnali, maledettamente umane. Il necessario errore salvifico. Tutto riprendere forma, colore, vita. Lei, infine, sparisce silenziosamente, si fonde con la luce, con quella luce bianchissima. E' lei la Luz Silenciosa. Ora il tempo può ripartire, mettiamo in moto gli orologi. Ordet docet. Domani è un altro giorno, forse. 

La luce circonda tutto, è l'abbraccio caldo che avvolge i nostri corpi. Dopo il giorno, arriva la notte e il buio.
Una nottata come tutte le altre - Un dolce inferno come tutti gli altri.

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