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Il poliziotto è marcio

Regia di Fernando Di Leo vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il poliziotto è marcio

di axe
7 stelle

Il commissario Domenico Malacarne, assegnato alla questura di Milano, ottiene, nella lotta al crimine, una vittoria dietro l'altra, guadagnando popolarità ed anche un po' d'invidia tra i colleghi. E' un uomo nel fiore degli anni, atletico; vive insieme alla giovane gallerista Sandra e non si fa mancare nulla. E' giunto al successo grazie ad un accordo con alcuni criminali; li favorisce nei loro traffici ottenendo in cambio denaro ed informazioni. Il sodalizio è minacciato dalla volontà dei trafficanti di estendere il raggio d'azione; Domenico si dichiara indisponibile a sostenerli. Gli si chiede comunque un favore; far sparire un esposto tramite il quale Serafino Esposito, strambo cittadino di origini napoletane, nel denunziare una violazione al codice della strada, comunica inconsapevolmente informazioni su un crimine di caratura ben più grave. Il commissario si mette all'opera, ma trova immediatamente un ostacolo : l'esposto è stato ricevuto dal padre, maresciallo responsabile di una caserma dei carabinieri, all'oscuro dei misfatti del figlio e non disponibile a collaborare. L'organizzazione criminale, di fronte alle difficoltà di Domenico, sceglie di eliminare tutti i testimoni dell'evento criminoso. "Il Poliziotto E' Marcio" rappresenta una piacevole sorpresa per gli amanti del genere poliziesco. Il film, diretto da Fernando Di Leo e girato nel 1974 in piena era del "poliziottesco", presenta inizialmente i connotati di quest'ultimo genere; sparatorie ed un lungo inseguimento lungo le vie della città con annesse distruzioni di veicoli. Ben presto, tuttavia, emerge la reale natura dell'opera, legata alla caratterizzazione del protagonista, interpretato da Luc Merenda. Il commissario Malacarne entra in accordo con i banditi non per costrizione o debolezza d'animo; la sua è una scelta ben ponderata, motivata dall'ambizione e dall'avidità. Ciò emerge con prepotenza durante un duro confronto con il padre, anonimo ed onesto maresciallo dei carabinieri. Domenico dichiara di fronte all'anziano Malacarne d'aver fatto la scelta migliore. Deplora le condizioni del padre, prossimo alla pensione dopo un'intera carriera al servizio di superiori o potenti di turno, per compiacere i quali avrebbe compiuto atti anche non legittimi. L'anonimo ma probo uomo di Stato, tuttavia, non si lascia incantare; quasi geloso, fino a tale momento, del successo del figlio, compreso come Domenico abbia potuto far progressi così rapidamente, cessa di avere stima ed affetto nei suoi confronti. Domenico è tanto sicuro di sè da avere la convinzione di poter condurre il gioco, dettando egli le regole dell'accordo con i malvimenti e circoscrivendone in qualche modo le attività. Ma non è così; la banda di trafficanti, spietata, smodatamente violenta, elimina con crudeltà ogni possibile testimone delle proprie malefatte. Domenico, da un lato dovendo patire perdite importanti - le morti della compagna e del padre - e da un altro soffrendo la pressione dei colleghi - il questore, già insofferente nei suoi confronti, ha fondati sospetti di collusione con la malavita - agisce con altrettanta spietatezza per ottenere vendetta. Purtroppo, non ha alcuna speranza di uscire indenne dalla spirale di violenza cui egli stesso, per il solo fatto di essere in accordo con i criminali, ha dato causa. Non solo "il poliziotto" è marcio, ma un intero sistema di potere, in grado di mantenersi in vita grazie all'avvicendarsi dei suoi esponenti. Buona interpretazione per Luc Merenda, volto noto dei "poliziotteschi" dell'epoca. Il ritmo del film è serrato; inseguimenti e sparatorie non mancano. Alcune sequenze di omicidi sono piuttosto crude, in particolare l'omicidio di Serafino Esposito e l'inutile soppressione del suo gatto. Per i connotati del protagonista, questo film ha sfumature noir. Il commissario Malacarne pecca in sicurezza e superbia; è un bell'uomo, ricco, benvoluto e rispettato. Tale successo è nato in virtù di un pericoloso e traballante accordo stretto con ambiziosi criminali, che egli ritiene - erroneamente - di poter controllare. Le conseguenze sono letali, per lui e per chi gli vuol bene. Un appassionante poliziesco d'azione, crudo e pessimista.

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