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Pasolini prossimo nostro

Regia di Giuseppe Bertolucci vedi scheda film

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GIMON 82

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La recensione su Pasolini prossimo nostro

di GIMON 82
10 stelle

Chi era Pasolini? e sopratutto cosa voleva dirci, quali erano i suoi messaggi e i suoi tormenti, che inultimente cercava di trasmettere in delle coscienze ormai ottenebrate? in questo profetico,lungimirante e ottimo documentario, Bertolucci  da la risposta a questi quesiti,mostrandoci finalmente chi era davvero Pasolini,in un'ampio ritratto a 365 gradi,con mano sapiente il regista emiliano ha montato e selezionato immagini di repertorio riguardanti una delle ultime interviste del poeta con sullo sfondo il set del suo ultimo e terribilmente testamentario film "Salo' o le 120 giornate di sodoma".Accompagnati dalle riprese dal set e da una fantastica galleria fotografica il poeta con la sua "puerile" voce ci guida verso un mondo che va inesorabilmente cambiando, e lo fa in maniera lucida ed esaustiva come solo lui sapeva fare: ponendo concetti in apparenza complessi,ma spiegati in una maniera semplice e abbordabile per tutti,si proprio cosi',perche' lui cos'era oltre ad una straordinaria figura di artista ed intelettuale? lui era il cantore del popolo,delle borgate,dei riti e delle tradizioni culturali del popolo contadino che lui amava tanto, perche' manteneva intatta quella grazia ed ingenuita' che il popolo italico andava perdendo in nome di un nuovo "potere" paragonato apolitticamente da Pasolini come un nuovo nazifascismo.Siamo nel 1975 e in'Italia avanza inesorabile "il potere" dell'edonismo e dei consumi,che secondo Pasolini compie nell'uomo una manipolazione genetica paragonabile a quella fatta dai nazisti,la cultura di matrice contadina con i suoi riti iniziatori,e propiziatrice di idiomi dialettali e di un tipo di cultura arcaica ed antropologica viene soppiantata quindi da questo nuovo potere,ora il giovane sottoproletario ambisce a diventare un piccolo-borghese andando cosi' incontro alla nevrosi e tradendo e uccidendo cosi' la sua cultura popolare,per Pasolini il nuovo potere e' molto piu' viscido e subdolo del fascismo che con la coercizione otteneva un consenso dalle masse che consisteva in ridicole e grottesche adunate,il nuovo potere invece si insinua nelle coscienze subdolamente,attraverso i medium di massa e la pubblicita' cambiando cosi' radicalmente il modus-vivendi di ogni uomo che se prima viveva per poter arrivare a mangiare un pezzo di pane che aveva una sacra e preziosa valenza,ora vive per comprare,comprare e comprare beni superflui che portano solamente all'alienazione e ad un vuoto interiore.Per il poeta anche gli schemi sociali vanno cambiando, quindi la famiglia e' diventata una sorta di dimensione da piccolo-borghese imposta dall'alto,cosi' come il sesso, che se una volta era espressione di gioiosa e trasgressiva liberta' sopratutto per i ceti piu' poveri,oggi e' una sorta di liberta' regalata e quindi non piu' espressione vitale ma pura e nevrotica imposizione.Tutta questa analisi ci verra' raccontata metaforicamente da Pasolini nel suo ultimo film che non e' altro che una metafora di quello che fa il potere "nelle coscienze e nei corpi",la sua ultima opera non poteva essere che cosi':un lucido,lungimirante e impietoso testamento di un uomo che ci aveva gia' visto bene 40 anni fa,parlando di un popolo ormai allo sfacelo e senza piu' un suo vero volto,il poeta lo aveva capito e forse e' morto proprio per questo,un artista come lui e' stato unico in Italia e oggigiorno una voce "contro" come la sua ci manca piu' di qualunque altra.....

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