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Intervista

Regia di Federico Fellini vedi scheda film

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GIMON 82

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La recensione su Intervista

di GIMON 82
8 stelle

Il Fellini che fu,quel che è, quel che sara'.Ecco cos'è INTERVISTA il dogma (auto)celebrativo del genio felliniano. Un check-up carrieristico di quattro decenni analizzato con (auto)narcisismo ed ironia.Una sorta di "chiacchierata" o INTERVISTA  resa dal maestro ad una troupe giapponese diventa siggillo di ricordi e parabola sarcastica che punge l'avvento televisivo.A due anni dal malinconico "Ginger e Fred" un ritratto dell'involgarimento o della spazzatura di una TV bulimica,il maestro riminese decide di ritornare sulle "sue orme": ovvero porre al centro di tutto il suo IO ma se in 8eMEZZO e AMARCORD tutto cio' era poesia,sogno ed incontro con la coscienza,INTERVISTA assume la forma di un "filmetto"(per dirla alla Fellini).Ovviamente "FILMETTO" si fa per dire,dati i consensi raccolti tra festival come Cannes o Mosca,il merito è nella geniale idea di porre l'emblema del cinema secondo Fellini:un motivo dell'essere,una ragione che ti fa alzare al mattino,la parabola vitale di un giovane giornalista che entra in Cinecitta'.Si proprio nell'italica citta' del cinema si concentra INTERVISTA,un dolce ricordo frapposto al presente che si tramuta in nostalgia."L'humus" felliniano è racchiuso nel circo di CINECITTA' tra scenografie posticce,"dive" partenopee,generici e comparse grottesche.Una casa per Federico,dove mise le sue radici,rifiutando offerte estere.Intervista offre dunque uno spaccato delizioso del regista(e uomo) che si concede a tutti noi.L'ultima sua genialata,dal contorno ludico e graffiante,di un ciclo vitale che si apre negli anni 40 e si "chiude" nello spazio buio di una sala.L'onirismo è la chiave di volta con l'inizio di un sogno aggrappato al buio che ti trasporta nell "oggi" con le riprese dell'AMERICA di Kafka,tutto questo diviene metafora dell'uomo "DA CINEMA" ; geniale,egocentrico,umorale,dolce ed infantile.Una sfilza di aggettivi per un rivoluzionario del cinema che il mondo "C'invidiava", INTERVISTA  è il suggello ODIERNO di un uomo che gia' in "Ginger e Fred" mostrava il suo disagio,il suo essere fuori del mondo della TV,lui cantore di storie, poeta visionario che sapeva descrivere (o "disognare") la VITA in tutte le alchimie era ormai un sognatore appannato,una specie di visionario sceso dall'albero e rimasto a terra nel mondo omolo/statico.Ecco allora il suo(ultimo) lampo geniale,facciamo INTERVISTA e vediamo cosa ne esce fuori.Un piccolo gioiellino,un ultimo AMARCORD prima di salutare tutti:spettatori,attori,produttori e comparsate.Fellini è un MONUMENTO per questo corollario,lui per ringraziare porta tutti in scena in una pieces teatrale,una fiera di ricordi e nostalgie di un tempo lontano,materializzatosi nelle vesti del Mandrake/Mastroianni e Anitona Ekberg.I due attori sono le braccia o gli alter-ego del maestro;invecchiati ed imbolsiti,l'emblema di una bellezza passata,fuggita via ma resa immortale dal grande schermo.Un fascino che nonostante le rughe che avanzano non muore mai,rimane immutato nel candore di due (tre con Fellini) "anziani" che suscitano tanta dolcezza.INTERVISTA è tutto qui,nella dietrologia e nelle forzature della TV odierna,presente nei pellerossa armati di antenne,un agressione becera e coatta ad un mondo CINEMATOGRAFICO  che saluta per l'avvento di una "scatola" che contiene volgarita',tette e culi in quantita',fiera del nulla o delle vanita'.Sembra una poesia o una filastrocca,ma non è cosi',la TV è il catalizzatore del nulla e del vuoto odierno.Fellini nella sua sensibilita' d'artista lo sapeva bene,ecco perchè ci regala la sua INTERVISTA,per ricordarci di non dimenticare un tempo da CINEMA  lontano,ma reso IMMORTALE  dai suoi CAPOLAVORI.... 

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