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The Departed. Il bene e il male

Regia di Martin Scorsese vedi scheda film

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La recensione su The Departed. Il bene e il male

di Kurtisonic
8 stelle

La guerra è qui a uno sparo, l’amore è qui a un bacio.Sono le parole di Gimme Shelter degli amati Rolling Stones che Scorsese usa catapultando lo spettatore nelle scene iniziali di The departed il bene il male, dentro un locale dove Frank Costello (J.Nicholson) è l’impersonificazione del male. Per stavolta la titolazione italiana di un film è accettabile. Dunque fra lo sparo ci dovrebbero essere gli estremi del bene e del male, come da un bacio dato o non dato possono scaturire l’amore o l’odio. Non sarà difficile trovare il male, ne è percorsa tutta la tesa e vibrante durata del film, mentre arduo sarà individuare cosa è il bene, o meglio la possibile salvezza che si anteponga a un male che corrode e intacca sempre di più l’uomo perché fa parte della sua natura più profonda. Boston, anni 60-70, due giovani entrano a far parte dei corpi speciali della polizia, Sullivan (Matt Damon) protetto dal potente capo della delinquenza locale, Costello, e B. Costigan (Di Caprio) che cerca di allontanarsi dalle sue origini malavitose per andare all’altro capo dello sparo. Mentre per Sullivan  si aprono le porte di una discreta carriera rimanendo però legato al boss, Costigan farà l’infiltrato nella banda di Costello all’insaputa degli altri organi di polizia. Scorsese in gran forma costruisce profili psicologici diversi e complessi che si intrecciano, le loro storie sono connesse ma riescono a mantenere caratteristiche e sfumature indipendenti per buona parte della pellicola. Il monologo iniziale di Costello  libera il campo dal consueto equivoco patriarcale e religioso che di solito permea il codice d’onore del mafioso italo americano, Costello e gli altri sono irlandesi, sono meno permeabili alle dottrine e non si servono di esse per giustificare i propri soprusi. (Sullivan in un dialogo cita Freud che definisce l’irlandese impenetrabile alla psicanalisi, così  avvalora la sua posizione di doppio giochista). The departed è la rappresentazione di una società malata, volta al degrado e allo sfacelo, ancora alla ricerca di una diversa identità seppure fuori tempo massimo. Cercheranno di farlo i due giovani protagonisti-antagonisti, sconfinando fra il bene e il male ma sarà sempre il secondo aspetto a emergere. Entrambi sono costretti a vivere in una condizione ambigua, opposta alla loro natura e questo aspetto connoterà definitivamente la vicenda.  Scorsese traduce dall’originale pellicola  “Infernal affairs” una storia dal linguaggio contaminato, dal ritmo martellante lavorando soprattutto sull’intreccio e sulla sceneggiatura adattandola al punto di vista occidentale. Attraverso il percorso esteriore-interiore del duo Sullivan-Costigan rielabora un dramma esistenziale che passa dalla ribellione violenta e sofferta alla consapevolezza del disagio e del distacco da ogni corpo sociale e da ogni valore affermato o smentito, rivelando il lato oscuro della società americana divisa fra vana pacificazione della sua anima e innata vocazione a cammuffare le proprie ambizioni. Regia controllata che non eccede nella stilizzazione della violenza e che contiene gli spazi agli attori ( Di Caprio risulta il più convincente e il più completo). Quattro Oscar , un Golden Globe,  riconoscimenti a valanga, bottino meritato per due ore di cinema allo stato puro.    

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