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Duello al Rio d'argento

Regia di Don Siegel vedi scheda film

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La recensione su Duello al Rio d'argento

di ethan
7 stelle

Nella zona del Silver Creek una banda capeggiata da Rod Lacy (Gerald Mohr) e dalla sorella, la provocante Opal (Faith Domergue), spinge i piccoli cercatori d'oro a cedere i loro appezzamenti alla cifra simbolica di un dollaro ma, una volta firmato sotto minaccia il contratto di vendita, li uccide: fila tutto liscio finché ad essere ucciso è il padre di Silver Kid (Audie Murphy), ragazzo svelto con la pistola. I destini dei contendenti si decideranno, dopo varie peripezie, a Silver City, dove entrano in gioco lo sceriffo 'Lampo' (Stephen Mcnally), la giovane Jane (Susan Cabot), che ama il tutore della legge, e la gang, tra cui spiccano Johnny Sombrero (Eugene Iglesias) e Burgess (Lee Marvin agli esordi).

Su una trama archetipica che costituisce uno dei sottofiloni del ricchissimo genere western Don Siegel gira un film dal ritmo furibondo, dove sparatorie, agguati, inseguimenti, tradimenti, qualche breve parentesi romantica e un po' di humour a spezzare la tensione, si susseguono senza sosta durante la pur breve durata di 'Duello al Rio d'argento'.

I personaggi della contesa sono anch'essi, sotto il profilo psicologico, ridotti all'osso ma comunque ben definiti: c'è il giovane irruento che vuole farsi giustizia da sè, lo sceriffo che nasconde una menomazione che non resiste al fascino femminile, la dark lady che flirta con chiare mire secondarie e il 'cattivo' a tutto tondo che pensa solo ad arricchirsi, usando qualsiasi mezzo.

Qualche incongruenza nello sviluppo (come mai, all'inizio, la banda composta da sette elementi fugge di fronte al pur bravo tiratore Silver Kid che però è da solo?), recitazione dignitosa ma soprattutto una lezione su come dirigere un western badando al sodo, girando in formato classico (1,37:1) riuscendo a dare ugualmente risalto al paesaggio, altro elemento cardine del genere, il tutto impreziosito dalla scintillante fotografia in technicolor di Irving Glassberg.

'Duello al Rio d'argento', per tutte queste caratteristiche, è una piccola lezione di cinema fatto 'in economia'.

Voto: 7.

 

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