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The Great Raid. Un pugno di eroi

Regia di John Dahl vedi scheda film

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La recensione su The Great Raid. Un pugno di eroi

di fixer
6 stelle

Leggo fra le opinioni e recensioni che i giapponesi sono dipinti qui in modo manicheo, che sono i "cattivi", mentre, al solito, gli americani sono i "buoni".
Storicamente, basterebbe chiedere a un qualsiasi filippino che opinione ha dei giapponesi durante l'occupazione.
Per certi aspetti, e lo dico con cognizione di causa e non certo per partito preso, gli orrori e le nefandezze commessi dai giapponesi furono addirittura superiori a quelle dei nazisti.
Questione di opinioni.
Il film, è vero, non è certo un capolavoro. Ma attenzione, non buttiamo via tutto. Non mi interessa sapere se i soldati erano più o meno pettinati: ma che significa? L'ambientazione mi sembra invece realista e alcune scene rispecchiano bene la situazione esistente nei campi di prigionia (es.:le esecuzioni, l'obbligo degli inchini ecc.) e certe cose sono poco conosciute, come ad esempio l'esistenza di un'organizzazione segreta che, a rischio della vita, passavano ai prigionieri medicinali sottratti ai giapponesi.
Il film non mi ha annoiato, anche se i dialoghi non sono quasi mai meno che banali. Anche gli attori, tranne Joseph Fiennes, non brillano per bravura: una prestazione abbastanza piatta per una regia che non riesce a graffiare ma solo a grattare. Il voto? 6 e mezzo.

Cosa cambierei

Attori migliori. Dialoghi meno scontati e più efficaci. Regia meno piatta e più ispirata, più sentita e sofferta.

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