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Blue Movie

Regia di Alberto Cavallone vedi scheda film

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tabula rasa elettrificata

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La recensione su Blue Movie

di tabula rasa elettrificata
8 stelle

Ormai il reperimento di Blue movie era divenuto una questione d'orgoglio per il sottoscritto , i files con parti mancanti erano tristemente congelati nella lista dei download ma a Natale è arrivato il regalo di qualche cinefilo sconosciuto : una versione definita "uncut" ( in cui però almeno 3 tagli sono evidenti ) si è fatta trovare nel mare dei seed torrent regalandomi la possibilità di vedere un'altro film di Cavallone , dopo Spell .
 Devo dire che ho provato una prima volta a vederlo , ma francamente arrivato al minuto 30 avevo iniziato a domandarmi cosa ci fosse di affascinante in questa pellicola oltre alle musiche di Bach ed al confermato gusto squisito del regista nella scelta delle interpreti femminili .
La risposta arriva più o meno verso la metà della pellicola , con l'entrata in scena del "moro" guastafeste , che porta una ventata di disordine in quella che appariva come una piatta accumulazione di figure in un gineceo .
  Vorrei soffermarmi sulla scena in cui si vede il moro scendere verso l'entrata dell'abitazione , in cui viene inquadrato in prospettiva tale da rendere l'inclinazione della rampa stradale ( che pare l'accesso ad un garage seminterrato ) ma sufficiente  anche per mettere in risalto una figura architettonica , apparentemente incompleta ,  alle sue spalle . Una bellissima scena , che ha risvegliato il mio interesse che era stato sì titillato dal mistero del significato dei barattoli e dei pacchetti nel frigo ( barattolo per urina e pacchetto per le feci direi , a giudicare dallo sguardo nausetato dell'attrice al momento in cui ne annusa il contenuto ) ma che si era anche raffreddato vedendo la quasi totale mancanza di temi della prima parte del film .
Certo non è un filo logico ,o qualche tipo di narrazione , che cerco in un film come questo , quanto la genesi di emozioni violente scaturite dalla sommatoria di sollecitazioni visive anche slegate fra di loro ; e di queste nella seconda parte ne abbiamo a iosa ; partiamo dalla definizione di figura dominante del film ,ovvero non tanto il fotografo che perde la connotazione del maschio padrone , quanto la ragazza vittima "supposta" di uno stupro che prende il controllo della situazione fino a risultare la "virago" del microcosmo che si agita nel film di Cavallone ; il suo gioco inizia a rivelarcelo il moro , nella scena in cui viene invitato a prendere  possesso di tutto quello che la ragazza vuole dargli , 5 chiavi immerse nel vomito ,  per "sdebitarsi" ( parole sue )  per un non meglio definito intervento salva-vita pregresso .
A questo punto le parti iniziano a cambiare , la donna vittima diviene carnefice , l'uomo padrone diviene preda sessuale e poi vittima della sua testardaggine nell'inseguire colei che vorrebbe riportare nell'alveo della "normale" , e primitiva , dominazione .
Un passo indietro è doveroso a questo punto , per ricordare un'altro indizio che Cavallone aveva sparso , e riavvolgiamo la pellicola fino a quando si vedono fotografo e modella ( preda e carnefice ) su quello che sembrerebbe il lungotevere di roma , quando fanno alcuni scatti in quella che sarà l'unico momento "normale " all'aperto : si può notare l'insistenza , alle spalle della splendida ragazza in abitino bianco semi-trasparente , della figura di mafalda di quino , ritratta in un murales , che nel fumetto dice " il corpo è mio" ( o sono padrona del mio corpo , non ricordo esattamente ) . Mafalda era un fumetto che compariva in "Linus", mensile  militante di fumettistica , e che veniva usata di frequente nell'iconografia del movimento femminista , in quanto poco accattivante esteticamente per cui lontana dallo stereotitpo della donna oggetto .
Per cui Cavallone strizza sicuramente l'occhio all'ideologia di sinistra anche se non so se lo faccia per convinzione oppure per costruirsi un'audience in quei salotti culturali , conscio del fatto che al suo film verrà preclusa la normale distribuzione viste le scene di sesso , che  sembrano messe lì più che altro che crearsi l'aura di pellicola a luci rosse ed assicurarsi un'altro canale all'epoca importante .
 Noto che il caro utente kotrab rimanda al pensiero marxista la soluzione dell'atto scatologico in cui la modella viene ricompensata delle sue deiezioni col cibo ; vorrei però mettere l'accento sul fatto che viene ( meglio dire verrebbe visto che poi ricompare viva e vegeta ) soffocata in mezzo alle sue stesse deiezioni dalla figura femminile dominante per cui , a mio modesto parere , si potrebbe spiegare anche col fatto che ella venga punita  della sua sottomissione , in quanto fedele servitrice degli ordini del maschio che la vuole svilire , facendole toccare il fondo della dignità umana rendendola , in pratica , una "fabbrica" di feci .
Ma ognuno può leggere quello che vuole in un'opera d'arte , come pure a riguardo dei fotogrammi di bonzi in fiamme o della vasca da bagno che si riempe di sangue e dalla quale scaturisce un braccio che arpiona l'attrice intenta a rimettersi in sesto , dopo lo stupro all'inizio del film ; certo il nostro caro Cavallone ha lasciato questa valle di lacrime troppo in fretta e sicuramente non è riuscito a mettere in atto la strategia , che Pasolini enuncia in Teorema , secondo cui è necessario inventare una nuova tecnica di rappresentazione artistica per non dover soggiacere a pietre di paragone precedenti .
Buon anno a tutti .
 
 

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