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La seduzione

Regia di Fernando Di Leo vedi scheda film

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La recensione su La seduzione

di mmciak
8 stelle

"La seduzione" diretto nel 1973 da Fernando Di Leo,
devo dire che l'ho trovato un piccolo gioiellino.

La storia racconta che il giornalista Giuseppe Laganà torna
nel suo paese natio Catania,perché gli è morto il padre,
e deve sistemare delle cose.

Ma con questa scusa vuole assolutamente
rincontrare Caterina,un suo vecchio amore,
mai dimenticato che è rimasta vedova,ed ha una figlia adolescente,Graziella.

Finché proprio la figlia comincia a sedurre
con il suo fascino acerbo Giuseppe che non
resisterà a lungo.

Fernando Di Leo anche lontano dai Film
"violenti e crudeli" (come voleva
definirli lui) riusciva a colpire
nel segno con questa storia che
è l'emblema del peccato per la
seduzione della figlia del
suo amante.

Il Film è tratto Dal romanzo:"Graziella"
di Ercole Patti,che ha collaborato
in sceneggiatura,ed è praticamente
una "Lolita" al contrario perché
è a parte invertite,un ossessione
iniziale della figlia verso
l'amante della madre che dopo
farà perdere la testa proprio
a quest'ultimo.

Il regista era bravo a miscelare i generi,
e mette insieme il melò,
l'erotico,la drammaticità pura
e la commedia.

La parte comica è affidata a un giovanissimo Pino Caruso,
finto latin lover che parla come se tutte le donne cadono
nei suoi piedi,invece la realtà è ben diversa e la storia lo
spiega subito,ma i monologhi che ha il suo personaggio
di Alfredo sono strepitosi e divertenti.

Oltre a lui nel Cast nel ruolo del protagonista Maurice Ronet,
attore francese dotato di un certo fascino e equilibrato
e adatto al ruolo,invece in quello dell'amante Lisa Gastoni,
che è splendida e credibile (addirittura ha due nudi
integrali con lo stesso attore francese) e che è
da bene il senso della disperazione,e per finire
la bellissima e intrigante Jenny Tamburi che è il simbolo
del peccato e del proibito,anche se Di Leo all'inizio
la fa sembrare una bambina per poi trasformarla in donna.

Graziella rappresenta la spensieratezza,
la gioventù,l'erotismo che si manifesta
con il gioco seducente come quando
si fa trovare nuda nel letto oppure
quando nel divano struscia le cosce
nel basso ventre di Giuseppe,
che è poi nel complesso un erotismo naturale,
elegante,raffinato,che non è per niente pornografico.

Questo è anche uno scontro tra
madre e figlia e l'inversione
dei ruoli e di come vivono
la sessualità in un modo
diverso,diventa con l'andare
degli eventi quasi una competizione;
quando la figlia gli grida "stupida!"
alla madre dopo l'ennesimo litigio è un motivo
di sconforto,come un crollo di un castello di carta,
la perdita della stima della figlia che è innamorata
di lui.

La pellicola fu bersagliata dalla censura
(tanto per cambiare)ma il pubblico invece
apprezzò e fu uno dei successi della stagione.

Nel Cast figurano Graziella Galvani e una
giovane attrice di nome Barbara Marzano,
alla prima esperienza sul grande schermo,
scoperta in una boutique di Roma
dove faceva la commessa,nel ruolo di Rosina,
amica di Graziella,che ha la scena memorabile
dove seduce Giuseppe a colpi di seno.

Da segnalare la strepitosa colonna
sonora con le musiche originali
di Luis Enríquez Bacalov,
che vengono inserite quasi ad
ogni seduzione.

Una curiosità il ruolo che ha ricoperto eccellentemente da
Jenny Tamburi doveva essere di Ornella Muti che rinunciò.

In conclusione un gioiellino che si può considerare un
"nipotino" di "Malizia",ma che si dimostra molto
più cattivo e con un linguaggio narrativo che va dritto al sodo,
risparmiandoci pure l'"Happy End",con un finale a sorpresa che ti
spiazza completamente.

Il mio voto: 7.



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