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Incontri molto ravvicinati del quarto tipo

Regia di Mario Gariazzo vedi scheda film

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La recensione su Incontri molto ravvicinati del quarto tipo

di undying
4 stelle

Erotico grottesco, sfuggito al controllo del regista (nella realtà anche esperto ufologo) per via di un incidente sul set. Questa è forse la probabile ragione (o di sicuro una concausa) della differenza -consistente- tra una prima parte più riuscita ed una seconda davvero dimenticabile.

 

locandina

Incontri molto ravvicinati del quarto tipo (1978): locandina

 

La docente di Astrofisica Emanuelle (María Baxa), fervente appassionata di ufologia, viene presa di mira da tre studenti i quali, dopo essersi fatti prestare tre costumi in una sartoria cineteatrale, muniti di luminarie e un braciere, di sera e vicino a casa, inscenano l'atterragio -per avaria- di tre creature extraterrestri. Emanuelle, di bell'aspetto ed attraente, condivide l'abitazione con la domestica Monica (Monika Zanchi) ragazza altrettanto piacente. Così i tre studenti, mascherati e irriconoscibili, dopo essere entrati nell'abitazione dell'insegnante iniziano un gioco erotico che si spinge oltre le aspettative: non rimane, infatti, esclusa nemmeno la confinante Maddalena (Marina D'Aunia), donna di mezza età ancora graziosa e trascurata dal marito Carmelo (Mario Maranzana). Possibile che le donne abbiano svelato la farsa e, con piacere, preso il controllo della situazione? Solo Carmelo, resosi conto di essere stato -tre volte in una- cornificato, girando con un fucile si mette a dare (inutilmente) la caccia agli extraterrestri che, nel frattempo, sono impegnati nello studio, sin nei minimi particolari e con prove "pratiche", dell'anatomia umana femminile.

 

 

"Il rapporto sessuale, per loro, è tutt'altra cosa. È una specie di transfert elettromagnetico, determinato da una simbiosi paragenetica di natura elettronica. È un rapporto determinato dall'evoluzione della specie (...) L'atto sessuale, per i nostri amici, è come per noi infilare la spina in una presa di corrente: si infila la spina e... tac! Si accende la luce." (Emanuelle tenta di spiegare, all'incredula Monica, le pulsioni sessuali degli extraterrestri)

 

Un film senza trama, che però nella prima parte riesce ad essere divertente per quanto sfacciatamente surreale. Funziona alla grande per circa trenta minuti, durante i quali Mario Gariazzo (regista tra l'altro interessato seriamente alle tematiche ufologiche) si permette anche un paio di divertite autocitazioni: dapprima quando i tre studenti si soffermano di fronte ad un cinema con all'esterno il manifesto di Occhi dalle stelle, poi quando simulano l'atterraggio, utilizzano suoni "di altri mondi" sfoggiando un vinile dello stesso film. In seguito purtroppo il giochino mostra i suoi limiti, e i continui fischi -in forma di dialogo- degli "alieni", smettendo di divertire cedono il posto al cambio di registro, verso il declino. Da metà tempo in poi, nudi piuttosto corposi di tutto il cast femminile a parte, la pellicola tende verso la noia. Probabile causa è da attribuire al cambio di regia (vedi curiosità) con passaggio del testimone da Gariazzo a Baldanello. Ed è un peccato perché si intuisce che la base di partenza non era così promiscua (ottima rimane, ad esempio, la colonna sonora di Alessandro Alessandroni). Come prassi del periodo non manca nemmeno il cameo di Jimmy il fenomeno, qui custode della sartoria cinematografica che presta gli abiti di scena ai tre studenti. È da rimarcare che la dose di erotismo è molto sostenuta, garantita dal perfetto e sinuoso fisico delle tre ragazze agganciate dagli alieni. A dispetto del target di partenza del terzetto (Baxa e poi Zanchi), i tre finiscono per concludere, sessualmente, in un un paio di scene comiche (ma ad alta gradazione erotica) in cui a turno, e in fila, sorprendono alle spalle Marina D'Aunia: ed è lei, tra tutte, a vincere la non palesata (ma inevitabile) gara di sensualità con quei naturali lineamenti estatici e goderecci del viso, la lingua esplicitamente scattante da un lato all'altro e -soprattutto- per l'assunzione di pose ricettive ed estremamente invitanti. Questo Incontri molto ravvicinati è dunque un film tutt'altro che riuscito ma divertente per buona parte della durata. E resta da modello come folle esemplare di un tipo di cinema completamente svincolato dalle più elementari regole di buon senso e buon gusto. Ma proprio per questo, e nei momenti più estremi, assolutamente imperdibile. 

 

 

Curiosità 

Stando alle precise informazioni di Nocturno (Dossier AlienErotica) del film è circolata anche una versione con inserti harcore. Cosa dovuta alla produzione che, pur creando problemi a Gariazzo, si è ripetuta più volte (ad esempio anche per Play Motel). Difetti di continuità, dovuta al montaggio, sono riscontrabili in alcuni punti del film. La causa potrebbe risiedere nel fatto che Gariazzo ebbe problemi con un occhio sul set, al punto da dover abbandonare le riprese, che furono poi portate a conclusione da Gianfranco Baldanello.

 

 

Mario Gariazzo dixit 
"Io quel film lo scrissi e ne diressi pochissime scene. Infatti dopo soli quattro giorni di riprese il comico Mario Maranzana, che nel film faceva la parte di un contadino, mentre giravamo una scena in cui avrebbe dovuto sparare con un fucile da caccia (agli alieni, n.d.r.), mi colpì per errore. La produzione non intendeva pagare un armiere. Così il film fu terminato da un altro." (Intervista a Mario Gariazzo a cura di Davide Pulici e Manlio Gomarasca, in Nocturno Cinema n. 3, aprile-giugno 1995)

 

 

La canzone degli extraterrestri 

"Siam venuti sulla Terra con pacifiche intenzioni, non rompeteci i coglioni, e lasciateci scopar..." (OST)

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