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Nevada Smith

Regia di Henry Hathaway vedi scheda film

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La recensione su Nevada Smith

di maso
8 stelle

                                          

 

 

Western singolarissimo nel quale agiscono così tanti personaggi che si fa fatica a ricordarli tutti, ma sono egregiamente caratterizzati tanto da rimanere impressi quasi come il protagonista Max Sand interpretato da un McQueen in forma strepitosa che per una volta nella sua tribolata carriera instaurò un rapporto disteso e pacifico con il regista Harry Hathaway.

"Nevada Smith" è la storia di una vendetta viscerale ma anche il racconto di formazione di un ragazzo solo e ingenuo che attraversa il vecchio west diventando un uomo, la sceneggiatura è ricca di avvenimenti e situazioni che rimangono impresse ma non sempre la messa in scena e il cast sono all'altezza della scrittura.

Max Sand è un mezzo sangue che vive con i suoi in un ranch isolato, un giorno mentre è fuori a caccia viene avvicinato da tre loschi pistoleri ai quali da malauguratamente l'indicazione per raggiungere il ranch, i tre cercano vendetta e massacrano il padre e la moglie indiana.

Max ritorna a casa e trova la sua famiglia massacrata in un lago di sangue, decide di bruciare la casa e dare la caccia agli aguzzini dei suoi cari, questo il preambolo drammatico che apparecchia la tavola per il film che verrà nel quale convivono grossi pregi ma anche evidenti incongruenze: McQueen è biondo ed ha veramente poco di indiano, l'attrice che interpreta sua madre potrebbe essere la sorella se non la figlia, meno male che la sua prova è da subito sontuosa quando genuflesso osserva la casa in fiamme al limite della disperazione, sono proprio questi ciak senza battute che fanno di McQueen uno dei miti inarrivabili degli anni d'oro di Hollywood proprio perchè riusciva ad esprimere uno stato d'animo semplicemente increspando i lineamenti, allo stesso tempo sono eccezionali Karl Malden, Arthur Kennedy e Martin Landau calati nei panni dei killer con delle facce da assassini nati, tre autentici figli di puttana che non hanno nessuna voglia di lavorare e si guadagnano da vivere tramando imbrogli e ammazzando se necessario.

Sam parte alla ricerca dei tre farabutti ma è un ragazzo inesperto e senza istruzione, Hathaway lo immerge nella natura incontaminata catturata con ampio respiro, ben presto si ritrova senza risorse e smarrito, la svolta è determinata dall'incontro con il mercante d'armi interpretato da Brian Keith che gli insegna a leggere e sparare mosso a compassione dalla sua triste storia.

La vendetta di Max diventa una vera e propria odissea perchè la sceneggiatura ha la brillante caratteristica di non soffermarsi solo sulla ricerca dei tre assassini ma anche sulla vita di tutti i giorni del protagonista che deve lavorare e guadagnarsi da vivere, il film è quindi diviso in tre blocchi che coincidono e si concludono con lo scontro fra Max e i suoi nemici: violentissimo il corpo a corpo con Landau che ha un ghigno diabolico impressionante, Hathaway costruisce la sequenza in un recinto pieno di vacche sfruttando al meglio le doti atletiche di McQueen e un montaggio preciso, notevolmente più complessa la ricerca del secondo bandito interpretato da Arthur Kennedy perchè è ai lavori forzati in una palude e Max è costretto a commettere un crimine per poterlo avvicinare, questa lunga parte centrale risulta molto efficace per quanto atipica e rappresenta per McQueen il banco di prova per "Papillon" oltre a concedergli di recitare al fianco di una delle poche donne con cui fu solo amico, la bellissima Susanne Pleshette.

La coda è tutta dedicata allo scontro con Carl Malden ed è western classico senza contaminazioni a conclusione di un percorso durante il quale il personaggio di McQueen è cambiato tantissimo grazie alle sue grandi doti di interprete, da ingenuo contadino è diventato gelido e spietato come gli aguzzini ai quali dava la caccia.

Superflue le parentesi con Raf Vallone nei panni del prete e soprattutto quella nel villaggio indiano troppo colorato e composto per essere credibile, c'è una breve storia d'amore fra il protagonista e Janet Margolin che è una delle attrici più dolci e carine degli anni sessanta ma non ha niente a che vedere con una donna indiana.

"Nevada Smith" è un western insolito per le molte caratteristiche elencate oltre ad essere il primo film che ho visto con Steve McQueen molti anni fa, fu amore a prima vista con questo attore mitico che qui da una delle sue prove più complete maneggiando pistole e coltelli, andando a cavallo e sfoderando grandi doti atletiche oltre alle proverbiali espressioni profonde per le quali viene ricordato ancora oggi.

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