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Odissea sessuale

Regia di Gerard Damiano vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Odissea sessuale

di undying
6 stelle

Dopo The devil in Miss Jones e The world of Johanna, Gerard Damiano prosegue in un percorso cinematografico che mette il porno in secondo piano, conferendo al girato un'incertezza narrativa più da pensatore melodrammatico che da erotomane.

 

In the beginning we are born

The middle is called life

In the end we die

"All'inizio nasciamo, alla fine moriamo. Ciò che sta in mezzo si chiama vita." (Didascalia d'apertura)

 

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The beginning (***)

Charlie (Richard Bolla) sta vivendo un periodo critico con la compagna Diane (Nancy Dare). Su suggerimento di un amico decide di visitare il club di Madame Zenobia: un labirinto di stanze dell'amore, dove i praticanti sfogano le loro più strane fantasie erotiche. Ad un certo punto, attratto da una donna mascherata, Charlie finisce per fare sesso con lei. È un rapporto intenso ed appagante quello che sperimenta, ma soprattutto sorprendente: quella donna, rimossa la maschera, è proprio Diane.

 

The middle (**)

Davanti ad una psicologa (Gloria Leonard), finisce una giovane problematica (Samantha Fox) che racconta le sue esperienze intime, dalla masturbazione al rapporto sessuale più coinvolgente.

 

The end (***1/2)

Niki (Susan McBain) arriva in una metropoli americana, con la speranza di diventare modella. Partecipa ad un provino per una rivista di nudo patinato, mentre su un altro set fotografico viene trattata alla stregua di un oggetto sessuale. Per quanto bella, Niki cela nel profondo dell'anima una malinconia alimentata in parte anche dallo stress quotidiano. Stress che si intensifica -con ciclica costanza- a causa delle continue chiamate, registrate dalla segreteria telefonica, alle quali non risponde. Niki fa sogni inquieti, tormentati dalla situazione lavorativa. Persino il rapporto completo ed appagante con un grazioso ragazzo, per il quale arriva a radere il pelo pubico, non serve a rendere meno tenebrosi i suoi pensieri. I problemi di Niki possono forse trovare conclusione in maniera drastica: la soluzione, per l'infelice modella, è infatti riposta in un cassetto e ha l'aspetto di una pistola.

 

Ideale prosecuzione della fase pessimista di Gerard Damiano (preceduta da The devil in Miss Jones e The world of Johanna). Odyssex - L'impero dei piaceri sessuali è un porno decisamente atipico, perchè ancora una volta il regista sembra volere andare oltre, nel tentativo di dire qualcosa di sfuggente. Lo dimostra la suddivisione del film in tre episodi, annunciati dalla minacciosa (per quanto obiettiva e reale) didascalia iniziale, che sintetizza in tre righe come nella freccia (intesa come metaforico sostituto dell'essere umano) lanciata a senso unico, irreversibilmente, nello spazio/tempo che va dalla nascita alla morte, ci stia quell'incomprensibile cosa che chiamiamo vita. Odyssey - The ultimate trip è un prodotto esplicito, ma coinvolge per ben altri motivi, al posto dei banali amplessi. In primo luogo perché la visione del girato rappresenta un viaggio, segue cioè un percorso. Un trip, allucinante forse, come dimostra l'uso spregiudicato dei colori e, soprattutto, il montaggio simbolico. Gli attori non sono certo perfetti, in termini di fascino o bellezza, al contrario. Però sanno recitare, come dimostra ad esempio Richard Bolla, di lì a qualche anno pronto a passare su set non hard (gli appassionati di horror lo ricorderanno di certo come presenza fondamentale nella trilogia cannibale diretta da Lenzi e Deodato: Cannibal holocaust, Cannibal ferox e Mangiati vivi!). Il montaggio in stile onirico del film, supportato da una potente colonna sonora, penetra sottopelle al punto che il porno passa -di nuovo come era accaduto nel film con la Spelvin- in secondo piano. Mentre privi di spiegazione restano gli ambigui finali dei tre segmenti, dato che nella loro incerta e indefinita esposizione potrebbero forse essere solo frutto della fantasia dei protagonisti.

 

Soundtrack

 

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"Credo che la malinconia sia un problema musicale, una dissonanza, un ritmo alterato. Mentre fuori tutto accade con un vertiginoso ritmo da cascata, dentro c’è una lentezza esausta da goccia d’acqua che cade di tanto in tanto. Ecco perché quel fuori contemplato dal dentro melanconico risulta assurdo e irreale e costituisce la farsa che tutti dobbiamo rappresentare." (Alejandra Pizarnik)

 

 

F.P. 20/10/2019 - Versione visionata in lingua italiana (durata: 79'45")

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