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Camille 2000

Regia di Radley Metzger vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Camille 2000

di undying
6 stelle

Film drammatico, lirico, sentimentale, ispirato dal classico romanzo di Dumas jr (La signora delle camelie). Nonostante alcuni tempi dilatati, Metzger realizza -con solita classe- un impeccabile lavoro.

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Roma. Marguerite Gautier (Danièle Gaubert), soprannominata Camille per la passione dei fiori (le camelie), pur se compagna del nobile conte De Mauriac, conduce un'esistenza dissoluta, organizzando vivaci festini a base di droga, e trascorrendo le sue notti d'amore con occasionali amanti. Marguerite è, a suo modo, riconoscente al conte con cui vive, il quale, dopo averla incontrata in ospedale dove ha perso -a causa della dipendenza- la figlia, più che come amante ricopre per lei il ruolo di padre. Quando Armand Duval (Nino Castelnuovo), un industriale parigino, giunge nella capitale su commissione del padre, per Marguerite le cose prendono una svolta inattesa. L'incontro, in un teatro, è per i due un vero e proprio colpo di fulmine. Marguerite inizialmente considera il giovane l'ennesima avventura, destinata a concludersi in breve tempo ma poi, lentamente, resta attratta dai modi garbati, dall'ingenuo innamoramento, dal sincero sentimento che Armand manifesta, arrivando persino a perdonarle un tradimento. Marguerite, impossessatasi dello yatch di De Mauriac, decide di passare l'estate a Porto Ercole, in sola compagnia di Duval. Ma durante la permanenza il padre di Armand (Massimo Serato) l'avvicina. Nel dialogo, l'uomo insinua che la vicinanza al figlio possa essere in realtà dettata da interessi economici e la prega di lasciarlo. Sconvolta, convinta di fare la cosa migliore, Marguerite torna a condurre vita mondana, maltrattando Armand e facendosi trovare in compagnia di un nuovo amante. Armand accetta un invito al party sfrenato di Olympe (Silvana Venturelli), con la quale si accoppia sotto agli occhi lacrimosi di Marguerite.

 

"Come si misura l'amore? In carati o in dollari?" (Marguerite)

 

scena

Camille 2000 (1969): scena

 

L'italiana Spear Productions aveva già, nel 1966, prodotto un film di Metzger: The alley cats. A differenza di prima, dove il girato è stato realizzato a Monaco ed in Bavaria (Germania), qua il lavoro viene concluso tra Roma e Lazio. Liberamente ispirato al romanzo di Alexandre Dumas jr (La signora delle camelie), Michael DeForrest scrive una complessa sceneggiatura, con approfondita analisi sulla psicologia dei due interpreti principali. Camille 2000 è una storia di amore vero, destinato a durare -come tutte le belle cose- un breve istante, come giustamente nota Marguerite durante il primo incontro con Armand: "Esiste solo il presente, obbligato comunque anche lui a sparire." È una frase premonitrice, drammaticamente realistica. Lei, ragazza dai mille amanti, esperta di "amori spensierati", questa volta cade nella trappola della dipendenza sentimentale. Una dipendenza che nemmeno quella più tragica della droga riesce ad annullare. Lo scambio dei ruoli, giunge inaspettato come un uragano: la trasformazione di Armand da ragazzo gentile a sadico e, improvvisamente, cattiva persona coincide con quello -in senso contrario- di Marguerite, innamorata senza più speranza.

 

Nino Castelnuovo

Camille 2000 (1969): Nino Castelnuovo

 

Metzger dirige un parco attori eccezionale, con predominanza di scena per il bravissimo Castelnuovo e per la tormentata Danièle Gaubert (morta nel 1987, a soli 44 anni). La raffinata regia non si discosta dallo standard dell'autore, che anche qui opera un tipo di censura preventiva, con immagini sdoppiate, deformate, riflesse su specchi o tavolini di vetro. Persino la scena nel locale sadomaso è girata con un tale garbo che -apparentemente- sconfina talvolta nella più manieristica ipocrisia. Ma in fondo è giusto così, perché Camille 2000 è un film drammatico, sentimentale. È Giulietta e Romeo, aggiornato in tempi moderni, con un finale però tragico, che anticipa di poco quello di Love story (1970). Affetto e amore: due sentimenti destinati -come espresso dalle risate finali di Armand- a durare ancora meno di un istante. Perché in fondo quello che definiamo come presente è solo uno sfuggente attimo. Un istante fallace, illusivo, ingannevole. Un lampo, un momento inarrestabile, un baleno, un fantomatico ricordo. Che sfugge di mano, vola più del pensiero, più della luce. Anche l'amore, per quanto intenso, sincero, profondo, quando fa parte del presente, in divenire resta solo una traccia, un ricordo, un pensiero anch'esso destinato, in più o meno tempo, a dileguarsi, disperdersi, dissolversi. Come l'aria che respiriamo. Come la luce che vediamo. Come il battito del cuore. Battito a volte interrotto, bruscamente, per amore. Per un solo esaltante momento. Un istante prezioso, di inestimabile valore, che sopravvive "eternamente" forse in un mondo migliore, certo nei fotogrammi di un film, e magari anche oltre a noi stessi.

 

scena

Camille 2000 (1969): scena

 

A seguire, stralcio di una intervista a Radley Metzger, realizzata da Alex Stellino

 

Metzger a Roma

D- Jesse Vogel ha cominciato a scrivere la sceneggiatura di Camille 2000 ma poi è stato rimpiazzato da Michael De Forrest. Come mai? 
R- Niente di particolare. Credo che fosse molto impegnato in quel periodo. Ora vive a Londra e ci siamo anche sentiti di recente. 

D- Danielle Gaubert e Nino Castelnuovo sono un’ottima coppia nel film. E’ rimasto soddisfatto della loro partecipazione? 
R- Assolutamente. Erano entrambi entusiasti del film e delle parti e credo che si veda. 

D- La versione originale di Camille 2000 durava 3 ore. In cosa consiste quest’ora in più? 
R- Sì, il film era molto lungo, abbiamo girato il libro di Dumas pagina per pagina. Tra le varie cose c’erano un paio di scene con la sorella di Armand e un acceso litigio alla fine. Queste scene verranno reintegrate nella prossima uscita in DVD del film. 

D- Che ricordi ha di Roma durante le riprese del film? 
R- Ottimi. E’ stato un periodo magico della mia vita. Anche la post-produzione l’abbiamo fatta a Roma. 

D- E cosa ci può dire del resto della troupe? Enrico Sabbatini, Ennio Guarnieri… 
R- Si trattava di un gruppo magnifico, tanto a livello tecnico quanto a livello umano. Sabbatini era una fonte di ispirazione costante. Ha contribuito ai due film* più di chiunque altro. La sua morte mi ha rattristato parecchio. Anche Guarnieri era una persona straordinaria. Ero molto amico di Mario Mariani, il produttore, e anche nel suo caso il venire a conoscenza della sua scomparsa mi ha reso molto triste. Ci terrei anche a sottolineare l’importante contributo dato ai film da Piero Piccioni e Stelvio Cipriani con le loro musiche. 

L'altro film è The Lickerish Quartet (aka Esotika Erotika Psicotika). 

Fonte: booklet allegati alle VHS da edicola (Shendene) realizzati a cura di Nocturno 

 

scena

Camille 2000 (1969): scena

 

"Temere l’amore è temere la vita, e chi ha paura della vita è già morto per tre quarti." (Bertrand Russell)

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