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The Skeleton Key

Regia di Iain Softley vedi scheda film

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La recensione su The Skeleton Key

di degoffro
6 stelle

Ancora una casa infestata dagli spiriti. Ancora un'eroina in pericolo alla scoperta di una terribile ed angosciante verità. Non si tratta però dell'ennesimo remake di un cult horror giapponese. "The skeleton key" (letteralmente una chiave universale, necessaria alla protagonista per aprire tutte le porte della casa, tranne una) ha radici e suggestioni profondamente americane. Scritto da Ehren Kruger ("The ring" versione americana, ma il suo titolo migliore resta "Arlington road") il film ha dalla sua la sempre fascinosa, enigmatica ed intrigante ambientazione nella Louisiana tra riti hoodoo (e non voodoo), paludi, magie popolari, misteri, cerchi di fuoco, specchi, sacrifici, superstizioni, registrazioni maledette, passati oscuri che ritornano, esoterismi vari. Lo sviluppo della vicenda invece è in sé piuttosto di routine ed insignificante, così come l'anonima, impersonale e stanca regia di Iain Softley ("K-Pax") che si limita a giocare con gli abusati clichè del genere (finestre che sbattono, porte che cigolano, ombre che si aggirano per i corridoi, soffitte polverose), senza particolare fantasia e/o originalità. Il tutto però viene - limitatamente - riscattato da un finale senza alcun dubbio molto azzeccato e ben congegnato, quasi inatteso, data la generalizzata calma piatta, in cui, per una volta, è il Male a trionfare. Certo che se si cercano spaventi, brividi, sorprese e paure, è meglio rivolgersi altrove, dato che il film, privo di immagini davvero shock (se si esclude quella onirica in cui Kate Hudson appare con gli occhi e la bocca letteralmente cuciti), sembra piuttosto un innocuo intrattenimento per famiglie, anche se gli va riconosciuto il merito di tentare di creare un thriller soprannaturale dalle connotazioni profondamente realistiche. L'impressione è comunque che si tratti di un'opera fin troppo corretta e pulita, mentre per indagare il cuore nero, sinistro e dannato di New Orleans forse sarebbe stata necessaria una messa in scena più audace, torbida e "sporca". "Angel Heart" in questo senso era decisamente più inquietante e...diabolico. Bella l'idea di una stregoneria che produce i suoi nefasti effetti solo se ci credi; evocativa la sequenza in cui Caroline fugge dalla casa maledetta e raggiunge la città percorrendo il fiume, di notte, tra nebbie minacciose, su di una barca. Apprezzabile in ogni caso il tentativo di Kate Hudson di abbandonare, almeno per una volta, le insipide commediole romantiche in cui rischiava di rimanere intrappolata a vita. Decadente invece Gena Rowlands nel ruolo leggermente caricaturale e ovvio della strega cattiva, immobile - in tutti i sensi - John Hurt. Nel cast da segnalare, accanto al bravo ma sprecato Peter Sarsgaard, la splendida ex modella di colore Joy Briant, viso dolce e delicato, già vista in "Antwone Fisher" debutto alla regia di Denzel Washington e qui nei panni dell'amica della protagonista. Candidato dall'Academy of Science Fiction, Fantasy & Horror Films Usa quale miglior film horror, battuto dall'altrettanto insipido "The exorcism of Emily Rose" e per la migliore attrice non protagonista (Gena Rowlands ha dovuto arrendersi a Summer Glau di "Serenity"). Candidato altresì agli Empire Awards sempre come miglior horror (vittoria a "The descent" di Neil Marshall). Quasi 50 milioni di dollari al box office americano, a fronte di un budget di 43 milioni di dollari (al suo primo week end, distribuito su oltre 2700 schermi, ha incassato solo 16 milioni di dollari, battuto da "Four Brothers" con Mark Wahlberg), poco più di un milione di dollari in Italia. Il libro che Caroline legge all'inizio del film è "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson. E’ il primo film interpretato da Kate Hudson dopo la nascita del suo primo figlio, avuto nel 2003 dal musicista rock Chris Robinson. Le riprese si sono svolte vicino a New Orleans, nella piantagione Felicite, costruita nel 1847 e situata nel villaggio di Vacherie. E' peraltro uno degli ultimi film ad essere stati girati in quelle zone prima del disastroso uragano Katrina.
Voto: 6

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