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I fratelli Grimm e l'incantevole strega

Regia di Terry Gilliam vedi scheda film

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La recensione su I fratelli Grimm e l'incantevole strega

di tafo
6 stelle

Nella fiaba dei fratelli Grimm non può esistere una morale tutto è fantastico e incantato. Gli ingredienti ci sono tutti per costruire una storia che possa introdurre i bambini nel mondo degli adulti. In primo luogo la contrapposizione tra i due fratelli , Jacob il più giovane, totale alter-ego del regista sognatore completo che si disinteressa della realtà, Will il maggiore, razionale è pronto a sfruttare le superstizioni popolari per fare soldi e diventare famoso. Non dovrebbero esistere fagioli magici e foreste infestate nella Germania di fine settecento occupata dai francesi post-rivoluzione e napoleonica. Jacob si interessa alle storie che ascolta per studiarle e trascrivere le future fiabe, Will con due complici pensa a costruire la scenografia per creare gli spiriti malvagi da liquidare facilmente. Quando Cappuccetto rosso e Gretel spariscono nel bosco i Grimm sono costretti a misurarsi con qualcuno più bravo di loro o con qualcosa di veramente straordinario. Nella foresta tutto è fiabesco, c’è la strega cattiva, il lupo feroce, la principessa che deve essere salvata dal bacio del principe , gli alberi che si muovono, i cavalli carnivori e i pozzi maledetti. Will non crede a quello che vede , meglio crede di vedere dei trucchi migliori dei suoi. Jacob che non crede nella realtà capisce subito di avere a che fare con qualcosa di magico. Jacob è l’artista, quello che sa guardare oltre, il bambino innocente e crudele, è Terry Gilliam. Will è l’adulto cinico, quello che cerca sempre di guadagnare, quello che cerca il compromesso, è il produttore. Il film riesce a trovare la sua morale, aldilà della fiaba raccontata, nell’impossibilità dei Jacob di vincere in un mondo dominato dai Will. Dimostrazione della normalizzazione di un regista visionario costretto a disconoscere, dopo gli scontri con i produttori, la banalizzazione burtoniana del suo film.

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