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Gente dell'aria

Regia di Esodo Pratelli vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Gente dell'aria

di bufera
7 stelle

Storia di due fratellastri ,in cattivi rapporti anche per amore, che vanno in guerra da piloti e un abbattimento dell'aereo che li confinerà in mare aperto in una scialuppa finirannp per solidarizzare e riconciliarsi

locandina

Gente dell'aria (1943): locandina

 

 Gente dell'aria è un film del 1943, diretto da Esodo Pratelli. Soggetto ideato da Bruno, figlio di Benito Mussolini, appassionato pilota aeronautico, con l'assistenza del Centro fotocinematografico della Regia Aeronautica. Sceneggiatura di Renato Simoni, Esodo Pratelli, Giorgio Pastina e Guglielmo Usellini. Musiche di Enzo Masetti. Scenografia di Alfredo Montori.

 

 

Due fratellastri, uno pilota, Pietro Sandri (Gino Cervi) e l'altro, Raimondo( Antonio Centa) tecnico presso l'industria aeronautica del padre, sono in dissidio a causa della gelosia del più giovane, figlio della seconda moglie del padre.I due si innamorano perfino della stessa donna Maria ( Adriana Benetti) e questo provoca continui scontri e risentimenti tra i fratelli, peggiorando ulteriormente una situazione già tesa.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                   Siamo in guerra e il primo a partire è Pietro, il pilota. Al proseguire della guerra, anche l'ingegnere entrerà come pilota nell'Aeronautica,   perché iniziava a vergognarsi. Appena giunto, visto che è considerato con un certo scetticismo, Raimondo sale su un aereo e fa delle   acrobazie fino a rischiare la vita per dimostrare che è anche un buon pilota, Al primo incontro con il fratello c'è molta freddezza tra di   loro, ma quando si presenta una improvvisa occasione di combattere si trovano sullo stesso apparecchio che verrà abbattuto in mare.

 

 

L'equipaggio si ritrovano in una scialuppa in mare aperto,con scarse bevande e provviste,che, passando i giorni, verranno gettate in mare per alleggerire il carico, a cominciare da un giovane pilota ferito gravemente che poi morirà e verrà seppellito in mare avvolto in una bandiera. Passano altri giorni e gli uomini sono stremati: il più forte sia fisicamente che moralmente è Pietro.Le sofferenze patite,    in una solidarietà nata fra loro per sopravvivere, porteranno alla riappacificazione tra i due fratelli e alla rinuncia di Maria, peraltro già innamorata di Pietro, da parte di Raimondo. La lunghissima sequenza in mare aperto,con le albe, i tramonti e talora il maltempo ha il valore aggiunto di far valorizzare da un B/N magnifico lo stato d'animo dei superstiti e la passività della natura.

 

 

Mino Doletti scrive nel periodico Film del 1º maggio 1943: «Nel film c'è uno stile di famiglia, che si richiama in modo impressionante        a "Luciano Serra pilota"e al più recente "Un pilota ritorna".Che dico uno stile?! Voglio dire un'impronta, un modo di sentire il volo, un modo di voler bene all'aeroplano, e tutto questo con calma, riserbo e discrezione...

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