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Gummo

Regia di Harmony Korine vedi scheda film

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La recensione su Gummo

di Texano98
9 stelle

Uno dei film colpevoli per aver distrutto la mia visione positiva dell'esistenza, senza probabilmente nemmeno saperlo, avevo sui tredici anni e guardare Gummo è stato come scavalcare le mura di un luna-park degli orrori senza fermarsi a fare la fila. Entri per caso nel mondo di questo film che mi shockò e affascinò così tanto. A riguardarlo le sensazioni non cambiano, sono le stesse. Forse riuscirò a spiegarmi un po' meglio rispetto a quando provavo a spiegarlo ai miei coetanei.

Dopo Kids, film che mostrava la vita senza scopo di giovani senza sentimenti, proprio perché quei sentimenti non hanno mai avuto il modo di conoscerli, Korine va ancora più a fondo ed avendo tutto sotto il suo controllo realizza un'opera sperimentale radicale, un puzzle di scene che si susseguono senza un vero e proprio ordine, senza cercare il raggiungimento di nessun apice emotivo, rimanendo per tutta la sua durata straniante e impassibile nei confronti di ciò che mostra. Xenia, Ohio, è stata sconvolta da un tremendo uragano che ha distrutto ogni senso logico dell'esistenza; la scuola è crollata, nessuno fa niente di utile, la vita sembra non avere più posto qui. Il sale è stato sparso, bisogna solo attendere la morte fredda dei suoi abitanti. Non c'è critica del regista rispetto a ciò che il film mostra, forse perché ciò che mostra è la realtà, lo spettatore quasi arriva a crederci, seppur non lo sia: sono dei freak quelli che vediamo, mostri da un mondo parallelo nascosto dentro al nostro, una lontana cittadina americana dalla quale non c'è via d'uscita, eppure questo tumulto di solitudine, bruttezza e depressione in qualche modo esiste, Korine ha parafrasato i fattori della realtà in un'ottica surreale e grottesca. Sono proprio un tumulto dell'inconscio queste immagini sgranate, che non trasmettono una storia ma sensazioni viscerali, spaventose, oscure, senza una chiave per decifrarle e senza una per uscirne; non c'è scampo dal nichilismo di Gummo, non c'è scampo dal suo stato mentale, non c'è scampo da quel/questo mondo. Sono rari i film che sono riusciti così bene a narrare la depressione senza nemmeno nominarla, senza nemmeno forse volerlo fare, realizzando uno di quei rari giochi di prestigio che il mago realizza quasi per caso. Magnifico.

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