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Un garibaldino al convento

Regia di Vittorio De Sica vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Un garibaldino al convento

di bufera
7 stelle

Quarta regia di Vittorio De Sica che segna il passaggio verso il futuro neorealismo. La storia. che si svolge in un convento al tempo della spedizione dei Mille, diverte e commuove.

locandina

Un garibaldino al convento (1942): locandina

 

Un garibaldino al convento è un film del 1942, il quarto diretto da Vittorio De Sica, su un soggetto di Renato Angiolillo e lo script        di Vittorio De Sica e Adolfo Franci.È considerata l'opera con cui De Sica conclude la serie delle commedie leggere in gran parte ambientate in collegi e istituzioni per giovinette e dei feuilleton sentimentali in costume (genere in cui tale film rientra), per entrare,      dall'opera successiva, in un ambito drammatico d'ambientazione contemporanea e popolare che sfocerà nelle opere neorealistiche    del dopoguerra.

 

Siamo nei primi anni del '900. Una signora anziana conduce le nipoti in visita ad una sua amica e nell'attesa le ragazze si guardano intorno e hanno modo di ammirare la bellezza di una donna giovane ritratta, della quale vogliono sapere chi sia. La nonna, di nome Caterinetta, racconta loro una storia avvenuta tanti anni prima, nel 1860, al tempo della spedizone dei Mille. Lei e la donna del quadro, Mariella, erano entrambe allieve del Convento di Santa Rossana. Figlie di famiglie ,l'una agiata e l'altra nobile in contrasto tra loro, si detestavano e non c'era giorno senza un litigio o un dispetto. Caterinetta (Carla Del Poggio) era vivace ma bonaria, Mariella( Maria Mercader) era più tranquilla ma orgogliosa, e non mancavano le pettegole che sobillavano l'una contro l'altra. Le suore erano un po'  rigide,e le mettevano spesso in punizione, specie Caterinetta.

 

Improvvisamente la placida vita del monastero è sconvolta dall'arrivo di un soldato garibaldino ferito, il conte Franco Amidei (Leonardo Cortese). Il guardiano del convento,Tiepolo, che parteggia per Garibaldi, lo nasconde nella sua casetta, e Mariella, che è fidanzata in segreto con lui, lo cura amorevolmente. Poco dopo, però, l'intruso viene scoperto e le suore chiamano i soldati borbonici, prontamente accorrono per catturarlo.Tiepolo, il soldato e Mariella tentano una disperata resistenza. Caterinetta riesce a fuggire a cavallo per poter raggiungere il vicino campo garibaldino dove incontra Nino Bixio ( un giovane Vittorio De Sica in una piccola parte) al quale chiede di intervenire per salvare il soldato.

 

Le Camcie rosse accorrono al convento e, pur in numero ben minore, sbaragliano i borbonici e liberano il loro compagno, che, in un addio commovente  promette alla sua fidanzata che si rivedranno presto, ma il destino non fu quello.... Mentre Caterinetta conclude il  suo racconto, arriva Mariella, anche lei ormai anziana, che in ricordo di quel suo grande e lontano amore non si è mai sposata e porta

al collo un medaglione con l'effigie del suo amato.

 

Per questo film De Sica richiama sul set Carla Del Poggio, che lui stesso aveva scoperto e fatto debuttare con successo nel 1940 in Maddalena ...zero in condotta. La giovanissima attrice, che compì sedici anni proprio durante la lavorazione del film e che, da brava cavallerizza, si divertì nelle scene a cavallo senza bisogno di controfigura, riscosse per la sua interpretazione il consenso della critica, che metterà in evidenza la sua maturazione rispetto ai ruoli precedentiAccanto a lei c'è Maria Mercader, che però, impegnata in altre numerose produzioni e non gradendo le pellicole di ambientazione collegiale, rifiutò inizialmente la parte. Convinta dalle insistenze della produzione, la giovane attrice spagnola può qui per la prima volta esprimersi in italiano senza essere doppiata. Sul set si svilupperà la relazione sentimentale tra lei e De Sica, che poi diventerà suo marito.

 

 

La quarta regia di De Sica ebbe accoglienze favorevoli da parte dei commentatori. Il futuro regista Giuseppe de Santis scrisse su Cinema " La bellezza di Un garibaldino in convento sta tutta nei dettagli, nelle brevi situazioni che si svolgono una dietro l'altra, senza tregua, con un ritmo agile ed insieme concitato che non ricerca mai l'effetto e, infine, nell'acutezza dell'osservazione psicologica che il regista ha saputo infondervi." Ne seguirono altre nel tempo anche meno positive, fatto sta che questo film segna per Vittorio De Sica     il passaggio dal cinema rosa al neorealismo.

 

scena

Un garibaldino al convento (1942): scena

garib

scena

Un garibaldino al convento (1942): scena

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Un garibaldino al convento (1942): scena

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Un garibaldino al convento (1942): scena

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Un garibaldino al convento (1942): scena

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