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Gandhi

Regia di Richard Attenborough vedi scheda film

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La recensione su Gandhi

di steno79
8 stelle

Attenborough è stato un bravo attore, ma come regista non ha mai brillato per un particolare talento. Questo "Gandhi" è certamente il progetto a lui più caro, che ha potuto realizzare dopo circa venti anni di preparativi più o meno diretti, ed ha il pregio di rendere un buon servizio alla memoria del grande attivista e uomo politico indiano. Siamo sinceri: racchiudere la vita e le opere di Gandhi in un film era certamente difficile, probabilmente ancor di più rispetto a tanti altri personaggi di cui sono state realizzate biografie cinematografiche. Il ritratto che ne è stato dato è forse un pò troppo agiografico e celebrativo, ma comunque fedele alla realtà storica, e le complesse vicende storiche e politiche che fecero da sfondo alle lotte di Gandhi e che portarono all'indipendenza dell'India nel dopoguerra sono rese sullo schermo in maniera tutto sommato attendibile, senza l'eccesso di semplificazione di cui soffrono altri kolossal del genere. Pur non avendo il talento per l'epica di un David Lean, Attenborough se la cava bene nelle scene di massa, spesso ariose e colorite come la "marcia del sale", in assoluto una delle più belle, e riesce ad orchestrare in maniera accurata i movimenti di grandi folle nelle scene con molte comparse. Di conseguenza, il film ha spesso una buona resa dal punto di vista figurativo, anche nelle riprese del paesaggio indiano, è un pò troppo lungo ma lo si segue quasi sempre con interesse, senza annoiarsi. Centrale resta la figura del Mahatma e l'interpretazione di Ben Kingsley è davvero eccezionale, con un'aderenza fisica che ha dell'incredibile e un'intensità di accenti davvero ammirevole, soprattutto nello sguardo, attraverso cui filtra l'umanità e l'incrollabile fede nella giustizia del personaggio. Le figure di giudici e dignitari inglesi, invece, sono generalmente meno riuscite, anche perchè caratterizzate in maniera un pò troppo programmatica e negativa (se si esclude il generale Smuts), cosicchè le scene dei loro interventi risultano le meno interessanti, anche se risultano comunque indispensabili dal punto di vista narrativo; più incisive le figure degli altri leader del movimento separatista indiano come Nehru, Jinna e Patel.  In definitiva, qualche accento un pò retorico e qualche cedimento alle convenzioni del kolossal pensato per il pubblico di massa non sminuiscono la forza di una rappresentazione che ha il merito di essere condotta con indubbia passione civile e grande rispetto per le figure storiche evocate e il loro operato; una menzione d'onore anche alle scene in cui Gandhi è affiancato dalla moglie, soprattutto una delle prime, in cui lei si rifiuta di lavare le latrine dell'Ashram e lui reagisce in maniera impulsiva, quasi violenta, spiegandole infine il valore di quel gesto (e qui trapela un Gandhi meno "santo" e decisamente più umano).
VOTO 8/10

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