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Le pagine della nostra vita

Regia di Nick Cassavetes vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Le pagine della nostra vita

di giansnow89
7 stelle

Molto furbo e ammiccante, ma assolve il suo scopo.

Il drammone sentimentale è sempre stato il modo più sicuro per sbancare i botteghini, eppure sempre meno registi vi si cimentano, quasi che ci sia un rifiuto, nella nostra epoca di impegno e nichilismo, ad accostarsi a un tema ritenuto futile e superato come l’amore romantico, l'amore assoluto e idealizzato. Ormai il genere romance sembra essere relegato con sussiegoso disprezzo al rango di anacronistica propaggine ottocentesca. Il film in oggetto, opera del 2004, appare quindi fuori tempo massimo. Privo anche delle spettacolarità industriali di un Titanic, presenta soluzioni che più standard non si può, rintracciate evidentemente sul Vademecum per l’Aspirante Regista di Film d’Amore: due fidanzati di estrazione sociale differente (topos à la Love Story, a sessi invertiti), una serie di imprevisti che si frappongono al loro sincero e smisurato amore (i genitori di lei, la guerra, un partito di buona famiglia che arriva a tanto così dall’impalmare la nostra colombella e a impedire il lieto fine), il ritorno tra mille dubbi e mille fremiti della poverina al tetto del suo unico grande amore, lo scorrere del tempo su su fino alla vecchiaia e alla morte, nello stesso letto, nella stessa notte, teneramente abbracciati, of course.  La fiera delle banalità.

In The Notebook è tutto così dannatamente prevedibile, dalle situazioni ai dialoghi ai personaggi. Ed è anche tutto molto romanzesco, un continuo inverarsi di periodi ipotetici dell’irrealtà. Purtuttavia, è esattamente nella semplicità e nell’irrealtà che si cela la perfezione. Il cinema è anche questo, è soprattutto questo: è una risposta al “cosa sarebbe successo se”, un proiettarsi per due orette in mondi paralleli che non possono, non devono avere riscontri nella nostra realtà. La vita vera è già là fuori, sai che noia ritrovarla se dovessimo sempre ritrovarla anche al cinema. La stessa commedia all’americana, nella sua golden era, partiva da questo presupposto.

Lubrica e furba manipolazione da quattro soldi o delicato acquerello di una lunga storia d’amore, persino raro oggidì? E se scoprissimo per una volta che non è nemmeno così necessario rispondere a questa domanda?

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