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A Brighter Summer Day

Regia di Edward Yang vedi scheda film

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La recensione su A Brighter Summer Day

di AtTheActionPark
10 stelle

Non lasciamoci fuorviare dal titolo: A Brighter Summer Day è,  come scrive Dario Tomasi, «un film immerso nell'oscurità». Un'oscurità che, però, non si limita a semplici (ma fondamentali) scelte illuministiche. Il film più discusso e ambizioso di Edward Yang è "oscuro" perché racconta il passato di un paese dai connotati incerti, confusi: perlappunto, «oscuri». A differenza della maggior parte delle sue opere ambientate nella Taiwan contemporanea, Edward Yang riapre i drammi e le contraddizioni degli anni Sessanta (quelli delle grandi migrazioni dalla nuova Cina maoista), utilizzando, come perno su cui sviluppare il film, un fatto di cronaca nera. L'omicidio da parte di un adolescente nei confronti di una ragazza è lo spunto iniziale su cui costruire un film "corale", ricco di personaggi, di storie che si intrecciano, lungo la sua imponente durata di ben 4 ore.
Nel film sono messi in evidenza i profondi divari tra le generazioni taiwanesi. Una "gioventù bruciata" senza valori, incerta tra le proprie radici orientali e il pesante fantasma dell'occidente (i ragazzi ascoltano anche brani di musica "rock" come la canzone "storipiata" dal titolo di Elvis Presley); in cui la famiglia è sostituita dalle bande giovanili, di cui il protagonista, Sir, fa parte.
Nel film si respira un senso opprimente di claustrofobia, evidenziato dalla classica mise-en-scène taiwanese, in cui forte è l'influenza pittorica dell'estetica figurativa cinese, nonché il modernismo cinematografico europeo e giapponese (Ozu, ovviamente).
Edward Yang è noto in Italia soprattutto per il suo ultimo film, Yi Yi, e uno e due.., uno dei suoi pochissimi lavori (se non il solo) giunti nel nostro impietoso mercato home video. E ciò è un peccato perché Yang è unimamente considerato il regista che, con Hou Hsiao-hsien prima e Tsai Ming-liang poi, ha innalzato il cinema taiwanese tra i maggiori del panorama contemporaneo.

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