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All About Ah-Long

Regia di Johnny To vedi scheda film

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La recensione su All About Ah-Long

di joseba
8 stelle

Il camionista ex campione di motociclismo Ah-Long e il figlio di dieci anni Porky vivono in un disordinatissimo appartamento di Hong Kong. Tra sveglie all'ultimo minuto e vestiti perennemente sporchi, i due conducono un'esistenza umile ma spensierata e felice, finché un giorno Porky viene selezionato per interpretare uno spot pubblicitario. Quando Ah-Long si reca alla sede della compagnia pubblicitaria per firmare il contratto, si trova davanti Sylvia (detta Por-Por), donna con la quale dieci anni prima ha avuto una burrascosa relazione sentimentale conclusasi con l'improvvisa partenza di quest'ultima per gli Stati Uniti. Affermata manager nel campo pubblicitario, Sylvia fa finta di non conoscere Ah-Long, ma davanti alla sua insistenza finisce per assecondarlo gradualmente. Sarebbe scellerato rivelare altri particolari di una trama che, come ogni mélo che si rispetti, riserva folgoranti agnizioni e sensazionali colpi di scena. Se il soggetto, scritto a quattro mani dai due protagonisti Chow Yun-fat e Sylvia Chang, è invero assai convenzionale e familista, il modo in cui Johnnie To tratta la materia fa davvero spavento. Un intreccio potenzialmente guizzante solo in superficie viene trasformato da To, grazie a una regia di assurdo sentimentalismo, in uno dei mélo più estremi e furibondi degli ultimi venti anni. E' letteralmente pazzesco il coraggio mostrato dal cineasta hongkonghese e dai suoi sceneggiatori (Philip Chen E Ng Man-fai) nell'esasperare i nuclei drammatici più incandescenti della storia: ogni interazione tra padre e figlio, anche quando questa degenera in percosse, è una dichiarazione di amore struggente, incondizionato, irrinunciabile. Ogni flashback della vicenda sentimentale di Ah-long e Por-Por culmina con un delirio di ralenti, un tripudio di luci strazianti, un survoltaggio patetico che carbonizza la situazione rappresentata. Ma non c'è niente di estetizzante in questa trasfigurazione drammatica, soltanto una totale e disarmante fiducia nelle convenzioni popolari del mélo, frequentate con smisurata enfasi cinematografica. Ovviamente una prassi del genere non può essere mantenuta per tutto il film e allora To smorza i toni nel presente narrativo, senza tuttavia rinunciare a scatti improvvisi (la sequenza sulla spiaggia) e fiammate ustionanti (la cena nel ristorante francese), soprattutto nell'ultima, dilaniante parte. Il cablaggio emotivo è così alto che a proposito di "All About Ah-Long" si sono utilizzate, a ragione, espressioni quali "mélo esacerbato" (Di Lino), "lacrima movie" (Borri), "impresa matarazziana" (Nazzaro) e parossismo da "sceneggiata napoletana" (Sacchi). Quinto lungometraggio di Johnnie To e suo primo grande successo di pubblico, "All About Ah-Long" è un film di un'emotività così esulcerata, sfacciata ed eccessiva da proiettarsi immediatamente nell'empireo del sublime cinematografico. Un mélo semplicemente pietrificante.

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