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Breakfast Club

Regia di John Hughes vedi scheda film

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La recensione su Breakfast Club

di IlGranCinematografo
7 stelle

Genuina celebrazione dell'età della spensieratezza e della leggerezza.

 

Con la sua genuina (e a volte struggente) celebrazione dell'età della spensieratezza e della leggerezza, lo splendido cult movie di John Hughes è servito da modello imprescindibile a una schiera infinita di pellicole di ambientazione scolastica che osservano l'adolescenza e il suo fitto corollario di complicazioni con tatto e profondità. L'accusa – che spesso gli è stata ciecamente rivolta – di campare su personaggi stereotipati è abbastanza ridicola, nonostante la prima parte del film insista in maniera leggermente caricaturale proprio sui tratti stereotipici dei protagonisti (ma in fondo è soltanto per imbastire una ribellione anarchica e coscienziosa nei confronti dei veri "cattivi" del film), dal momento che ciò che imparano i cinque studenti che per vari motivi si ritrovano a trascorrere il sabato assieme in punizione sotto l'occhio di un preside inflessibile (Paul Gleason) è proprio che l'origine dei loro complessi è un'educazione familiare improntata su vuoti e terribili cliché: ad averli "sagomati" così sono i loro genitori. Perciò, se gli adulti sono mostri col cuore atrofizzato (ma lo avevano anche loro, da ragazzi...), al gruppo di ragazzi (e anche allo spettatore) non resta che pensare alla propria giovinezza con grato rispetto e gioiosa nostalgia. E forse non tutto è perduto: una volta tornati a scuola e mescolatisi coi loro compagni abituali, questi amici continueranno a essere tali o cadranno nuovamente nella trappola dei "ruoli" che la società prevede per loro? Quindi, c'è da fare una scelta. E scegliere bene potrebbe ritardare la fine della giovinezza e la morte dei sentimenti. Va detto, però, che i tagli operati da Hughes sulla prima versione del film hanno inflitto al risultato una certa mancanza di compattezza. Terribile la scena del faccia a faccia tra Gleason e Judd Nelson lontano da orecchie indiscrete. L'anno dopo del caruccio Sixteen Candles, Molly Ringwald ed Anthony Michael Hall si ritrovano ancora sul set a recitare per Hughes.

Musiche di Keith Forsey. Popolarissimo il pezzo Don't You (Forget About Me) dei Simple Minds.

BUON film — Voto: 7

 

Anthony Michael Hall, Molly Ringwald, Emilio Estevez, Judd Nelson

Breakfast Club (1985): Anthony Michael Hall, Molly Ringwald, Emilio Estevez, Judd Nelson

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