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Millennium Actress

Regia di Satoshi Kon vedi scheda film

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AndreaVenuti

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La recensione su Millennium Actress

di AndreaVenuti
10 stelle

Nel 2001 esce il secondo lungometraggio del trentottenne Satoshi Kon, un maestro assoluto dell'animazione giapponese, scomparso troppo presto; con Millennium Actress il regista realizza un omaggio sentitissimo alla settima arte (dimostrando una cultura cinematografica sontuosa) inserendo il tutto in un plot  narrativo-stilistico a dir poco geniale...

locandina

Millennium Actress (2001): locandina

Come scritto in precedenza il plot narrativo è molto interessante; Millennium Actress si presenta come un "film nel film", nello specifico Kon sviluppa la narrazione attraverso la fiction della realizzazione di un documentario sul'attrice settantenne, ormai in pensione, Chiyoko Fujiwara.

La struttura del documentario è molto semplice (al contrario la messa in scena è incredibilmente articolata e dettagliata) e consiste nell'intervistare la nota attrice, la quale ricorda il suo glorioso ma complicato passato ed il tutto prende vita su schermo dove anedditi di vita reale e scene girate si amalgamando alla perfezione unendo fantasia e realtà.

 

In Millennium Actress Satoshi Kon dimostra tutto il suo visionario ed immenso talento; il film si struttura come una complessa scatola cinese capace di confondere ma allo stesso tempo incantare lo spetattore il quale non sarà più in grado di distinguere realtà, ricordi passati e allucinazioni/sogni della protagonista, il tutto inserito in un racconto che spazia attraverso epoche diverse: dal periodo Heian allo Showa fino ad arrivare ai giorni nostri, quindi il film copre circa un millennio di storia del Giappone messo in scena con un'animazione favolosa, dove la cura per i dettagli non è assolutamente secondaria.

 

http://i.onionstatic.com/avclub/2158/03/16x9/960.jpg 

http://geekandsundry.com/wp-content/uploads/2016/05/milleniumactress-header.jpg

 

 

Ne film il regista inserisce tantissimi omaggi/richiami a film famosi e non, ma citarli tutti rappresenta un'impresa titanica tuttavia alcuni risultano più evidenti di altri tra cui:

 

- La sequenza iniziale (la protagonista sta per imbarcarsi in una navicella spaziale) è un omaggio molto sentito ad K. Otomo, maestro di Kon, e nel dettaglio si tratta di un richiamo al primo episodio (Magnetic Rose) del film collettivo Memories opera essenzialmente progettata da Otomo dove Kon si è occupato della sceneggiatura del primo episodio.

 

- La protagonista che si è ritirata a vita appartata, rammenta Hara Setsuko, famosa attrice attiva negli anni Cinquanta.

 

- Alcune sequenze di ricordi/sogni in cui l'attrice recita in diversi Jidaigeki (film storici in costume) troviamo richiami al cinema di Akira Kurosawa mentre le varie scene di conversazione intorno al tavolo del soggiorno sono un atto di ossequio allo stile sobrio di Yasujiro Ozu.

 

-Satoshi Son tuttavia non ama solo il cinema "locale" e questo film lo dimostra chiaramente; per prima cosa il regista disse di essersi in parte ispirato a "Mattatoio 5"  di G. R. Hill, oppure la drammatica (narrata in maniera sublime) storia d'amore della protagonista rimanda a due film specifici come "Lettera da una sconosciuta" di M. Ophuls e "Adele H.- Una storia d'amore" di F. Truffaut.

 

Il Film di Kon è un gioiello assoluto in cui l'autore sintetizza alla perfezione una storia personale e intima, con la storia del suo paese inserendo omaggi cinematografici locali ed occidentali (mai banali); Millennium Actress «è il cinema, ed è la vita».

https://carolinasobral.files.wordpress.com/2013/01/satoshi-kon.jpg

 

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