Trama

8 storie di emarginati compongono il ritratto decadente della società giapponese dai bassifondi della miseria umana.

Commenti (3) vedi tutti

  • “Volevo fare un film diverso, che non avesse niente a che fare col realismo, e nemmeno con i colori di tutti i giorni. In questo senso, Dodes’ka-den è il mio film più sperimentale, sia per la struttura sia per l’uso antinaturalistico del colore. In un certo senso, Dodes’ka-den è un lungo incubo. Perciò vi prevalgono le tinte stridenti, allucinanti"

    leggi la recensione completa di yume
  • Non avevo dubbi che aprendo la scheda di questo film avrei visto un voto molto alto. Non sono d'accordo. E nessuna delle recensioni è riuscita a farmi cambiere idea. Nonostante ami questo regista, detesto questi lavori 'sperimentali' che vorrebbero divenire simbolici a tutti i costi, ma che generano solo una gran noia.

    commento di Brady
  • un capolavoro doloroso e sincero

    commento di bocchan
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Recensioni

La recensione più votata è positiva

steno79 di steno79
7 stelle

Pur essendo un ammiratore incondizionato dell'opera di Akira Kurosawa, non ho difficoltà a riconoscere qualche suo film minore come questo "Do des ka den". Il film è un ampio affresco delle classi disagiate paragonabile a certi film di Pasolini o Ettore Scola, ma nella struttura corale è girato come un film di Robert Altman tipo "Nashville" o "America oggi". Kurosawa volle… leggi tutto

6 recensioni positive

Recensioni

La recensione più votata delle sufficienti

ethan di ethan
6 stelle

Non tra i capolavori del maestro giapponese ma comunque, trattandosi di un gigante della settima arte, un film da vedere: bello l'uso del colore in chiave simbolica, alcuni personaggi - il barbone ed il figlio ad esempio - sono più azzeccati di altri, al limite della caricatura, la recitazione è un pò teatrale e la macchina da presa, contariamente al solito, è quasi sempre fissa. Il film è… leggi tutto

1 recensioni sufficienti

2019
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FLOP EPOCALI

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steno79 di steno79
7 stelle

Pur essendo un ammiratore incondizionato dell'opera di Akira Kurosawa, non ho difficoltà a riconoscere qualche suo film minore come questo "Do des ka den". Il film è un ampio affresco delle classi disagiate paragonabile a certi film di Pasolini o Ettore Scola, ma nella struttura corale è girato come un film di Robert Altman tipo "Nashville" o "America oggi". Kurosawa volle…

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2014
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yume di yume
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  Colpito dalla censura del mercato, fatto a pezzi e salvato a frammenti da una parte della critica [1] (di cui è singolare il vario modo di tradurre il titolo dei racconti di Yamamoto che ispirarono Kurosawa, da Una città senza stagioni di Kezich, Un quartiere senza stagioni di Morandini a La città senza stagioni di Grazzini, che promuove l’opera a…

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Immorale di Immorale
10 stelle

L'idea di cinema di Kurosawa raggiunge il suo apice realizzando un film complesso ma godibile in ogni sua parte, dando vita alle storie allegre, squallide, stupide e tristi della varia umanità di una bidonville nipponica: iI maestro riesce ad emozionare anche con l'utilizzo del colore.  

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2009
2009
Nel mese di luglio questo film ha ricevuto 4 voti
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ethan di ethan
6 stelle

Non tra i capolavori del maestro giapponese ma comunque, trattandosi di un gigante della settima arte, un film da vedere: bello l'uso del colore in chiave simbolica, alcuni personaggi - il barbone ed il figlio ad esempio - sono più azzeccati di altri, al limite della caricatura, la recitazione è un pò teatrale e la macchina da presa, contariamente al solito, è quasi sempre fissa. Il film è…

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2007
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sasso67 di sasso67
8 stelle

E pensare che questo fu il film a causa del quale (o comunque dopo il quale) Kurosawa tentò il suicidio... Qui si può citare subito qualche titolo che, per temi e struttura narrativa, sono accostabili a questo film dell'Imperatore: sul primo piano, anche perché vicini a noi, non si può non pensare a "Miracolo a Milano" (1951), ad "Accattone" (1961) e a "Brutti, sporchi e cattivi" (1976),…

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2005
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truffaut di truffaut
8 stelle

Tratto da un ibro di racconti, un viaggio nella baraccopoli di Tokio senza speranza ne patetismo. Un Kurosawa grandissimo nella sua glaciale umanità. Un film non capito che spinse l'autore al tentativo di suicidio. Massacrato dai produttori che distrussero i negativi originali. Che crimine!

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