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Halloween. La notte delle streghe

Regia di John Carpenter vedi scheda film

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La recensione su Halloween. La notte delle streghe

di Mr Rossi
8 stelle

Un thriller americano a basso costo di ambientazione notturna che fece scuola ad altri registi e un notevole successo di pubblico, tanto da generare una serie di seguiti e rifacimenti, anche se uno più brutto dell' altro. Notevoli le musiche inquietanti composte dal regista.

 

   

USA 1963-78. In una anonima cittadina di provincia dell’ Illinois (stato regionale degli Stati Uniti d’ America situato a nordest con a capitale la metropoli di Chicago) il cui nome tradotto in italiano sarebbe “Il campo degli Haddon”,  la notte della festa mascherata di Halloween un bimbo di sei anni di nome Micheal Myers uccide la sorella maggiore a coltellate senza nessun motivo apparente. Poco meno di venti anni dopo, alla vigilia della stessa ricorrenza autunnale, quel pazzo ormai adulto fugge dal manicomio durante una notte tempestosa a bordo di un automobile di servizio. Arrivato al suo paese di origine si copre il volto con una maschera da carnevale, si arma con un coltello da cucina e comincia a spiare di nascosto tre amiche ventenni, studentesse di giorno e baby-sitter di notte mentre il dottor Sam Loomis cerca di sollecitare lo sceriffo Brackett di aiutarlo a cercare per tutta la notte quello che ritiene senza dubbi un pericoloso maniaco omicida a piede libero. Mentre Myers sta per uccidere la sua quinta vittima il suo psichiatra lo fermerà ma non per sempre.

 

   Film a basso costo, girato in poche settimane in un paese della California da un allora sconosciuto regista che si era fatto notare per un insolito thriller poliziesco di ambientazione urbana (“Assalto al Distretto 13” o “Distretto 13 le brigate della morte” nella versione italiana, un film d' esordio più visto e apprezzato in Europa che negli Stati Uniti) con un cast di pochi attori allora alle prime esperienze come Jamie Lee Curtis oppure poco noti perché quasi sempre relegati a ruoli secondari come l’ inglese Donald Pleasence, ottimo interprete dello psichiatra dal nome e cognome identici a quelli di quel personaggio del famoso film “Psyco” di Hitchcock che riesce a fermare il folle assassino della sua fidanzata senza ucciderlo. "Halloween-La notte delle streghe" (ma sarebbe più indicato "La notte del terrore") si fa notare subito per le ambientazioni prevalentemente notturne, le soggettive della cinepresa che riprendono il punto di vista dell’ assassino e soprattutto le musiche composte dallo stesso regista, talmente efficaci da rendere inquietanti molte scene del film, comprese quelle riguardanti dei banali dialoghi tra le future vittime ignare di quello che le aspetta. Come ha dichiarato in seguito l' attrice, il personaggio interpretato dalla Curtis non rispecchiava assolutamente la sua personalità, tantomeno quella che aveva quando era una liceale. La cosa insolita è che proprio quella ragazza da lei rappresentata, la più timida, impressionabile e formale delle tre amiche, sarà quella che non si farà uccidere tanto facilmente, proteggendo dal mostro i due bambini a lei affidati. Molti analisti di film gialli e di thriller si sono chiesti perchè le prime vittime sono quelle due ragazze che vogliono solo divertirsi e fare l' amore con i loro ragazzi, approfittando di quella festa notturna per bambini. Probabilmente perchè il serial killer mascherato, volendo ripetere il suo primo delitto, vede in quelle ragazze allegre e spensierate la reincarnazione della sorella da lui uccisa in circostanze simili.

 

   La figura dell’ assassino di ragazze Micheal Myers, rispetto agli altri personaggi del film è molto più anonima e misteriosa, anche se probabilmente è ispirato a Ted Bundy, un serial-killer di belle studentesse americane, arrestato nello stesso anno della realizzazione del film di Carpenter, il cui processo venne trasmesso in televisione. In quattro anni Bundy avrebbe ucciso più di una ventina di ragazze per la maggior parte scomparse, prima di essere condannato a morte l’ anno dopo il suo arresto e infine giustiziato con la sedia elettrica dieci anni dopo. Inoltre era riuscito facilmente ad evadere da un tribunale per nascondersi e tornare a uccidere ancora. Un pazzo criminale contemporaneo a questo film che ha dato parecchi spunti per altri film gialli, horror e thriller, anche con lui come protagonista e di recente produzione cinematografica e televisiva. In una breve sequenza e soprattutto nelle foto di scena del film, si nota chiaramente che il giovane attore comparsa che interpreta Myers senza la maschera (Tony Moran) guarda caso assomiglia a Ted Bundy, anche se la doppia personalità di quest’ ultimo serial-killer femminicida era purtroppo più complessa e molto meno evidente.

 

Vestito con una tuta da meccanico grigio scuro e con il viso sempre coperto da una maschera di gomma bianca, raffigurante le fattezze di un protagonista del telefilm di fantascienza “Star Trek” (William Satner) che lo rende molto simile a un anonimo manichino, il "Mostro di Halloween" inventato da John Carpenter è stato il prototipo di altri serial-killer del cinema americano come quello dei film di evidente imitazione della lunga serie di “Venerdì 13”. Il suo nome e cognome sono un omaggio del regista a quelli del distributore cinematografico inglese del suo primo film. Pare che il regista James Cameron si sia ispirato alla figura di Myers quando ha creato il suo robot killer Terminator. Infatti il suo comportamento è paragonabile a quello di un invulnerabile e muto automa senza emozioni ne sensazioni fisiche, programmato per uccidere continuamente.Il suo assurdo movente non è spiegato bene nemmeno dal suo medico che lo seguiva da quasi un decennio, uno psichiatra che piuttosto che usare i metodi della psicanalisi preferisce affrontare il suo paziente a mano armata di revolver, più simile a un detective di polizia che a un medico dei matti, anche nel suo aspetto modesto di basso ometto calvo dalla barbetta rasata, che a qualcuno potrà sembrare il comico italiano Enrico Beruschi con il grigio cappotto del tenente Colombo.

 

   Per il dottor Loomis il suo ex paziente è una pericolosa incarnazione della follia malvagia priva di movente logico da eliminare senza esitazione e pietà. Un atteggiamento che lascia perplesso lo sceriffo di Haddonfield, un tutore dell’ ordine locale certamente abituato a un livello di criminalità di nessuna importanza, tanto che dopo la sua prima perlustrazione notturna gli riferisce che: "In giro ci sono solo coppiette e ubriachi. Il suo è un falso allarme" nonostante che quello psichiatra con licenza di porto d' armi gli abbia detto più volte che "Quello non è un uomo". Ma ancora una volta la dura legge del vecchio Far-West americano è ancora valida in tanti film Made in USA di altro genere, anche di ambientazione più moderna come questo e sopratutto se c'è un pericoloso nemico da abbattere senza alternative. C' è anche da domandarsi come mai in questo e in altri thriller ambientati nei popolosi Stati Uniti d' America ci sia così poca gente in giro e sopratutto una evidente scarsità di poliziotti e sceriffi. Ovviamente è inutile cercare di dare una spiegazione logica a certe incredibili situazioni di questo film, anche se è privo di aspetti sovrannaturali e tantomeno di riferimenti a quella tipica festività americana di antiche origini anglosassoni e celtiche. Una ricorrenza che, anche secondo Carpenter, in quel periodo era solo un pretesto per divertirsi di sera, più gradita dai bambini che dagli adulti.

 

    Oggi “Halloween-La notte delle streghe” di John Carpenter può sembrare anche poco originale a causa della trama scopiazzata in seguito e dalla mancanza di particolari orripilantii ma all' epoca della sua iscita al cinema ebbe così tanto successo da generare dal 1979 a oggi ben undici film tra seguiti e rifacimenti recenti, spesso uno più ripetitivo e brutto dell’ altro, a parte un terzo film di soggetto diverso più horror che thriller, che fu un tale insuccesso da convincere altri registi a far resuscitare i personaggi principali dei primi due film, Myers e il dottor Loomis, entrambi morti bruciati vivi alla fine del secondo film. A proposito del primo film della serie, un cine critico italiano scrisse che: “Dopo un prologo da antologia, il film di Carpenter scade presto ai livelli di un thriller piuttosto domenicale, fatto di inseguimenti e urlacci di terrore” . Forse si aspettava più sangue o qualcosa d’ altro. Carpenter fu altrettanto severo nel criticare il secondo film girato pochi anni dopo il suo da Rick Rosenthal e i remake più recenti di Rob Zombie.

 

   Spesso e volentieri i seguiti di "Halloween-La notte delle streghe" sono delle brutte copie del primo che cercano soltanto di ricrearne l' atmosfera inquietante mostrando una serie do omicidi sempre più efferati. Il facile trucchetto è quello di mostrare poco il serial-killer, che preferibilmente compare all' improvviso al buio per uccidere le sue vittime in un attimo. Una formula vincente usata anche nelle citate imitazioni della serie di "Venerdì 13" ma spesso con più particolari truculenti. Ovviamente se non si è visto il primo tutti gli altri sequel e remake possono sembrare talvolta dei film avvincenti specie se hanno un numero di morti ammazzati superiore al primo. Stupisce il fatto che una storia così elementare e con un protagonista così privo di personalità abbiano dato origine a così tanti film, anche se quello di Carpenter incassò un totale di settanta milioni di dollari, dei quali quarantasette solo negli Stati Uniti. Per un film costato circa trecentomila dollari fu in record imbattuto. Un motivo valido per fare dei soldi facili scopiazzando dal primo film. L’ unica cosa che hanno in comune tutti i film della serie di “Halloween” sono le suggestive musiche di Carpenter più o meno rielaborate e il Micheal Myers di turno sempre mascherato e invulnerabile. Spesso finivano dando allo spettatore l' illusione che il mostro fosse stato eliminato per sempre ma ormai "Halloween" era diventata una serie horror paragonabile a quelle di "Nightmare on Elm Street", "Venerdì 13" e "Non aprite quella porta", film un tempo originali ma a corto di idee nuove già al secondo episodio, i cui seguiti vennero girati solo per scopi commerciali da ignoti registi di scarsa fantasia.

 

   Donald Pleasence interpretò il dottor Loomis altre quattro volte e purtroppo per lui fu quello il ruolo più famoso della sua lunga carriera di fu attore caratterista in tanti film di vario genere e qualità, compreso anche qualche involontario film tragicomico di scarso livello che oggi degli studenti sclerati si divertono a sfottere sui canali video. Nel suo curriculum ci sono anche delle interpretazioni secondarie in mediocri se non pessime regie italiane più recenti, come un giallo di Carlo Vanzina dal titolo acchiappagonzi ("Sotto il vestito niente") e un orrore di horror sul fantasma di Paganini. Molto più rari i ruoli da protagonista diretto da registi affermati, come nella commedia in bianco e nero "Cùl de sac" di Roman Polanski. Prima di lui vennero contattati da Carpenter altri due attori inglesi (Peter Cushing e Christopher Lee) più noti per aver interpretato molti film horror classici di produzione britannica ma entrambi rifiutarono il ruolo di Pleasence per via del compenso da loro ritenuto troppo basso. Anche la più nota Jamie Lee Curtis è arrivata a interpretare il quarto "Halloween". Di recente hanno distribuito una versione con alcune scene inedite perchè tolte nella fase di montaggio, trasmessa solo nelle reti televisive americane, che non aggiungono niente di nuovo a quello che si è già visto. "Halloween-La notte delle streghe" di John Carpenter resta comunque uno di quei film che invogliavano le ragazze facilmente impressionabili a non uscire di sera.

 

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