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Subarnarekha

Regia di Ritwik Ghatak vedi scheda film

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La recensione su Subarnarekha

di steno79
9 stelle

Anni fa vidi questo film trasmesso da "Fuori orario" di Ghezzi a tarda notte e mi colpi' molto, come del resto "La stella nascosta" dello stesso regista Ritwik Ghatak, considerato in genere il più importante artista del cinema indiano insieme a Satyajit Ray. Il titolo Subarnarekha si riferisce ad un fiume nella regione del Bengala dove si svolge il film, e l'opera si inquadra all'interno del dramma dei rifugiati induisti provenienti dal Pakistan nel Bengala Occidentale, dopo la partizione dell'India nel 1947. La trama segue le vicende di Ishwar e della sorellina Sita che in un campo di rifugiati raccolgono il piccolo Abhiram, rimasto orfano, e lo prendono come un membro della loro famiglia; quando anni dopo Abhiram e Sita si innamorano, Ishwar si rifiutera' di concedere il consenso al matrimonio, scatenando tutta una serie di tragiche conseguenze. Il film è un melodramma di ampie proporzioni con risvolti sociali dove Ghatak ci fa sentire il suo sdegno per le ingiustizie, in particolare per il sistema delle caste che condanna all'infelicita' gli appartenenti agli strati più bassi come Abhiram. Il peso della discriminazione si unisce alla fatalità e alle coincidenze inaspettate, che qualcuno potrebbe trovare in certi momenti inverosimili, ma fanno parte di un preciso disegno da parte del regista; da notare i frequenti tocchi espressionisti nella scrittura e nell'utilizzo delle musiche, decisamente originali per il cinema indiano dell'epoca. La parte finale comprende numerosi lutti e tragedie che in altre mani potevano far scivolare l'opera nell'effettismo turgido, mentre Ghatak rimane piuttosto sobrio e il suo film conserva l'elogio della dignità umana anche nelle circostanze più avverse. Il film fu girato nel 1962 come parte conclusiva di una trilogia, ma fu distribuito solo nel 1965; fra gli attori spicca la bellezza e la grande bravura di Madhabi Mukherjee che nello stesso periodo giro' anche "Charulata" e "La grande città" di Satyajit Ray.

Voto 9/10

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