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Il filo del rasoio

Regia di Edmund Goulding vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Il filo del rasoio

di bufera
7 stelle

Sul tema della difficoltà a mantenere un proprio equilibrio di vita che è come camminare sul filo del rasoio, Somerset Maugham scrive un romanzo tradotto in film con la regia di Edmund Goulding e un ottimo cast che ci accompagnano in una storia fluviale e melodrammatica

 

IL FILO DEL RASOIO (The Razor's Edge) è un film del 1946 diretto da Edmund Goulding che sostituì George Cukor, il quale secondo il produttoreDarril F.Zanuk con era abbastanza fedele al testo del romanzo di William Somerset Maugham, da cui è tratto, pubblicato nel 1944.Lo scrittore e commediografo britannico è ricordato per il freddo pessimismo e la crudele ironia con cui stigmatizzava vizi e follie di un'umanità che rappresentava in storie cupe dove ogni tanto emergeva la fragile umanità di alcuni personaggi.

 

Lo scrittore è uno dei personaggi della storia e fa da voce narrante( interpretato magnificamente d Herbert Marshall)Egli si trova a Chicago nel 1919, dopo la prima guerra mondiale, e partecipando ad una festa in un country club, conosce diversi personaggi dei quali seguirà le sorti: Elliot Templeton (Clifton Webb) uno snob che vive circondandosi da conoscenze di alto rango ed è venuto a trovare la sorella Edith, la nipote Isabel (Gene Tierney) e il fidanzato Larry Darrell ( Tyrone Power) che è reduce dalla guerra, della quale ha mal sopportato le ipocrisie e la falsità ed è tormentato dalla ricerca di un se stesso convinto che non trova, rifiutando convenienti posti di lavoro.

                                                                                                                                                                                                  Isabel accetta che egli parta per Parigi in questa ricerca e quando, dopo un anno, lei lo raggiunge per chiedergli di sposarla, al suo diniego, perchè ancora confuso, rompe il fidanzamento e si sposa con il ricco rampollo Gray Maturin (John Payne) che le assicura una vita agiata.Nel frattempo l'amica d'infanzia di Larry Sophia Nelson( Anne Baxter) si sposa con Bob Mac Donald. Larry consigliato da un amico parte per l'India a trovare un guru che lo possa aiutare e, da costui consigliato, si reca in un rifugio sulle pendici dell' Himalaya, dove vive da eremita, facendo introspezione e contemplazione della natura, finchè una notte avverte una sensazione di morte che lo unisce a Dio.                             

 

Tornato tra la gente comune, Larry trova Isabel ancora innamorata di lui e con il marito rovinato economicamente e depresso, mentre Sophia, disperata per la morte accidentale del marito e della figlia, si dà all'alcol e arriva a prostituirsi, frequentando locali malfamati. 

La sua natura dedicata a fare del bene lo induce a proteggerla, a farle smettere di bere e a programmare di sposarla, ma non farà in tempo, perchè una trappola tesa da Isabel, ingelosita, farà ricadere nel vizio la povera Sophia che andrà incontro a una tragico sorte.... 

 

Questo melodrammone vecchio stile, pieno di avvenimenti e situazioni non raccontabili, avvince ma ogni tanto stanca lo spettatore,che  dalla piena partecipazione iniziale pian piano si distacca dalle sorti dei numerosi personaggi e punto di riferimento è l'onnipresenza di Somerset Maugham che con lo sguardo eloquente e a tratti come voce narrante fa da filo conduttore. Oltre il grande Herbert Marshall, convincono Clifton Webb, Gene Tierney e John Payne. Tyrone Power, che dovrebbe essere l'angelo del bene dopo estenuante ricerca, convince un po' meno forse per il suo perenne bell'aspetto. Al di sopra di tutti va sottolineata la straordinaria interpretazione di Anne Baxter che meritò L'Oscar come migliore attrice non protagonista.Lo splendido bianco e nero si addice alla cupezza dei luoghi (Parigi e i suoi bassifondi, Chicago e la sua convenzionalità, l'Hymalaia e il suo cielo nebuloso) che sono specchio delle vicende di quell'umanità che non trova mai pace,così ben descritta da Maugham. 

 

 

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