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Closer

Regia di Mike Nichols vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Closer

di bufera
8 stelle

Profondo studio psicologico di Mike Nichols sulla dinamica dei tradimenti e disamoramenti nell'ambito di due coppie incrociatesi per caso.

 

 

Quando vidi  "Closer"a suo tempo , in sala, il film mi piacque molto  per come era condotto,  per la insolita spregiudicatezza, allora più nuova di adesso, con  cui venivano affrontati certi temi e per la qualità degli interpreti. Qualche giorno fa ho avuto l'occasione    di rivederlo e  in verità l'impatto è stato un po' meno convincente, credo per il tempo passato che impolvera e ridimensiona  ogni cosa. Nulla da eccepire, oggi come allora, sulla regia di Mike Nichols, per ritmo, collegamento e controllo dei tempi narrativi. 

 

C'è molto studio psicologico sulla dinamica dei tradimenti e disamoramenti nell'ambito di queste due coppie incrociatesi per caso.  A distanza di tempo però colpisce meno, forse perchè  più consueto o perchè porta a conclusioni  apparentemente più scontate. Ciò che viene esposto bene, però non è mai scontato, specie su un terreno viscido e mutevole come il tema dell'amore tra coppie e  relativi comportamenti.

 

 Quanto  agli interpreti ne hanno fatta di strada....ma curiosamente ho notato che il loro oggi conferma ciò che appariva già        ieri. Natalie Portman  offriva la sua  giovane bellezza splendente e incontaminata al personaggio più sentimentale e intrigante insieme, che ne faceva anche la più diretta, la più misteriosa e la meno amata. Julia Roberts rappresentava una donna di classe, una fotografa, tranquillamente aperta a qualunque esperienza, dall'innamoramento a prima vista al tradimento facile e poi al ritorno sui suoi passi, tranquilla di fare sempre la cosa giusta, poco coinvolta, rassicurante con tutti. Lo scambio tra partner non   è pianificato e avviene all'insaputa delle donne, anche se si erano conosciute. I personaggi maschili sono più fantasiosi, nel loro stesso rapporto in rete, da cui scaturisce la vicenda, alle bugie, rivelate in extremis, la naturale facilità al tradimento, al mugugnio su un amore che può benissimo intercambiarsi. Il più macho e concreto appare quello interpretato da Clive Owen, il medico dermatologo, mentre  Jude Law ,lo scrittore, sembra più fragile e sensibile ma si tratta solo di emotività sciorinata.

 

 

I percorsi attraversi i quali i quattro si prendono, si lasciano, si tradiscono, con chiusura del circolo per Owen-Roberts al ritorno nel matrimonio di partenza, è spiato e rappresentato con occhio registico davvero magistrale. Perfetta la colonna sonora .

 

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