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Palle al balzo. Dodgeball

Regia di Rawson Marshall Thurber vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Palle al balzo. Dodgeball

di degoffro
8 stelle

Commedia demenziale piuttosto spassosa ed irriverente, dominata dal diabolico ed irresistibile Ben Stiller. Il celebre comico americano, anche produttore, è scatenato ed in forma smagliante. Con una recitazione volutamente sopra le righe e caricaturale ma mai fastidiosa o invadente, Stiller, cotonato (la pettinatura è un riferimento esplicito al look di Patrick Swayze ne "Il duro del Road House"), gonfiato, lampadato, con baffetti ed una speciale pompetta che all'occorrenza incrementa il suo "pacco", cesella un personaggio sfolgorante ed incredibile con cui ironizza e si fa ripetute beffe del mito tutto moderno dell'uomo palestrato, dal fisico asciutto e scultoreo, con i muscoli ben scolpiti ma un cervello minuscolo. La parabola filmica del suo White Goodman, "maniaco del fitness che reprime ogni piacere gastronomico, salvo masturbarsi annusando una pizza o attaccarsi degli elettrodi ai capezzoli per impedirsi di agguantare una ciambella" (Emiliano Morreale), uno abituato a "prendere il toro per le corna" come evidenzia un "metaforico" ed inequivocabile ritratto nel suo ufficio, convinto assertore del fatto che "bruttezza e grassezza sono malattie genetiche come la calvizie e la necrofilia" dovrebbe essere un avvertimento piuttosto eloquente, lucido, persino crudele e iettatore (vedasi la sua desolante immagine finale) per tutti quei fanatici che passano compiaciuti, inorgogliti ma anche ossessionati, ore ore in palestra, agli attrezzi, per costruirsi un corpo perfetto ma artefatto, da ammirare e contemplare davanti agli specchi. Basterebbe questo personaggio volgare e grossolano, sbruffone e vanesio, arrogante e presuntuoso ma in fondo infantile, piagnucoloso ed insicuro, incarnazione credibile e convincente, quasi paurosa ed inquietante, di una tipologia di persona che oggi va per la maggiore, per fare di "Palle al balzo" un film comico sportivo di insospettabile intelligenza e sorprendente cattiveria (anche se alla fine vincono come sempre i buoni, ma in un finale alternativo, decisamente più spietato, il film si conclude con la vittoria del disonesto ed imbroglione White). A differenza però di altri titoli con protagonista Stiller, fagocitati dalla sua presenza, come per esempio "...E alla fine arriva Polly", "Palle al balzo", scritto e diretto dall'esordiente Rawson Marshall Thurber, che si concede un velocissimo cameo (è il passante che lancia una bibita addosso al pirata per le strade di Las Vegas), oltre ad essere un sentito e caloroso omaggio alle commedie sportive degli anni ottanta, basate sul trionfo di protagonisti sfigati e perdenti senza speranza, tra cui "Major League - La squadra più scassata della lega" e soprattutto "La rivincita dei Nerds", funziona assai bene anche sotto il profilo di un sano e liberatorio divertimento. Molte infatti le situazioni comiche indovinate ed i personaggi riusciti. Dalla sgangherata, disastrata ed improvvisata squadra dei Pinco Pallino, allo sport del dodgeball, una sorta di nostrana palla avvelenata, ma ben più aggressiva, essendo uno "sport di violenza, esclusione e degradazione". Dalla dura e letale giocatrice della Romanovia Fran Stalinofskivich che si innamorerà del più sfigato dei Pinco Pallino all'incazzato e grintoso mister sulla sedia a rotelle Patches O'Houlihan, interpretato da un efficace e combattivo Rip Torn, un tipo particolarmente curioso che per allenare i suoi a dodgeball lancia loro contro le chiavi inglesi, adora "l'odore di scoreggia al mattino", insulta ed offende i suoi giocatori costringendoli ad allenamenti durissimi e massacranti (come attraversare di corsa una assai trafficata strada di città all'ora di punta con l'obiettivo di scansare le macchine), ma capace altresì in partita di dare ai suoi uomini la giusta carica e determinazione. Peccato che verrà eliminato da White facendogli cadere sopra un...gigantesco lampadario. Che dire poi della squadra di adolescenti squalificate per doping, della divisa sadomaso dei Pinco Pallino per la prima gara ufficiale al torneo, dell'abito bianco e delle scarpe lucide con cui White si presenta da Kate con l'intenzione di sedurla, offrendole nell'occasione un fiorellino invisibile e bruttino, strappato dal vaso davanti alla casa della ragazza un momento prima di bussare alla sua porta. Ma non si possono dimenticare né la squadra dei boscaioli, che da otto mesi non vedono donne e che nella versione italiana vengono ribattezzati... "gli artigiani della sega", né l'affollato autolavaggio gestito da prosperose ed avvenenti ragazze in costume a causa del quale i nostri, dal fisico tutt'altro che avvenente, rinunceranno, rassegnati, ad avviare un'analoga attività sul lato opposto della medesima strada, attività destinata irrimediabilmente al fallimento. Molte le battute che vanno a segno: dal fatto che per partecipare al torneo di dodgeball bisogna essere vaccinati "contro il colera, la sifilide ed il fuoco di Sant'Antonio", al sarcastico giudizio di White sulla palestra di Peter ("La tua palestra è un mucchio di escrementi sulle mutande della società"), all'impietosa analisi del coach Patches a proposito delle abilità di tiro di Gordon ("Non sapresti centrare l'oceano neanche se cadessi da una barca!" - peraltro battuta ripresa da "Bull Dhuram" con Kevin Costner). Il gigantesco Vince Vaughn, dopo una serie di ruoli ambigui e drammatici (su tutti Norman Bates nel remake pop, firmato Gus Van Sant, del capolavoro di Hitchcock "Psycho", ma anche l'assassino in "Unico testimone" a fianco di Travolta) con questo film rivela un'inedita e gustosa verve comica che porterà a frutto con i successivi fortunati "Due single a nozze", "Be cool" e "Ti odio, ti lascio, ti..." Ineccepibile poi a conti fatti la sua filosofia di vita: "Se uno ha un obiettivo potrebbe non raggiungerlo mai, ma se non ne ha nessuno, non resterà mai deluso!" Sarà pure una comicità di grana grossa, cartoonesca, sempliciotta e di pancia ma in ogni caso si ride di gusto a più riprese: che cosa si pretende di più da un film comico? Camei divertiti di Chuck Norris, William Shatner, David Hasselhoff e soprattutto di un autoironico Lance Armstrong. Trionfo negli States (114 milioni di dollari al box office contro i 23 di budget) ed in Gran Bretagna (10 milioni di sterline), clamoroso fiasco in Italia (poco più di un milione di Euro). Stiller ha vinto un MTV Movie Awards come miglior cattivo, sbaragliando la concorrenza di Tom Cruise ("Collateral"), Jim Carrey ("Lemony Snicket"), Alfred Molina ("Spiderman 2") e Rachel McAdams ("Mean Girls"). Christine Taylor, che interpreta la determinata Kate, nella realtà è la moglie di Ben Stiller. Contemporaneamente all'uscita della pellicola, negli States hanno iniziato a costituirsi diverse leghe di dodgeball per adulti: Gary Cole che nel film è il commentatore televisivo è stato persino invitato ad un torneo svoltosi a Chicago. La sfida finale, nella versione originale, è tra gli "Average Joe's" e i "Globo Gym Purple Cobras", in altre parole "Joes Vs Cobras", in esplicito riferimento ai giocattoli ed al celebre fumetto degli anni ottanta "G.I. Joe", contraddistinti da una continua lotta tra la squadra degli eroi di G.I. Joe e l'organizzazione terroristica dei Cobra, tanto che il logo viola simbolo dei "Globo Gym Purple Cobras" è assai simile a quello dell'organizzazione diabolica dei Cobra che era in realtà di colore rosso e non porpora. Il regista Rawson Marshall Thurber ha dichiarato di avere scritto il ruolo di Justin appositamente per l'attore Justin Long, dopo essere rimasto folgorato dalla sua spassosa interpretazione in "Galaxy Quest". Brigitte Nielsen invece era stata presa in considerazione per il ruolo di Fran. Il sopracciglio di Justin Long è stato realmente tagliato dalla prima chiave inglese gettatagli in faccia: tutte le chiavi erano di gomma, ma la prima, evidentemente, era più dura delle altre. Molti studios, compresi la Dreamworks e la MGM hanno rifiutato di produrre la pellicola; la Fox ha consentito solo quando Ben Stiller ha accettato di ridurre il suo cachet sotto il milione di dollari. Considerato gli incassi americani del film, la Fox ha visto giusto.

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