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Blissfully Yours

Regia di Apichatpong Weerasethakul vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su Blissfully Yours

di ed wood
8 stelle

Il cinema di Apichatpong Weerasethakul adotta modi, toni, logiche e soprattutto tempi lontani da qualsiasi altra cinematografia. Siamo su un altro pianeta rispetto non solo alle convenzioni di Hollywood e del cinema d'autore occidentale, ma anche rispetto alle maggiori conquiste del cinema asiatico contemporaneo, dal meta-realismo di un Kiarostami alle asciutte ellissi di un Kitano, fino alle eleganti spirali di un Kim Ki-Duk. Il Sud-Est asiatico è un mondo strano, misterioso, conteso fra una complessa tradizione culturale e religiosa, un tormentato e "rimosso" passato politico ed un presente modernizzato. Questa particolare, ibrida, sfuggente percezione della vita si riflette probabilmente anche nell'estetica filmica di questo giovane e spregiudicato film-maker. Che dire di un film dove i titoli di testa saltan fuori dopo 45 minuti, dove compaiono sporadicamente sovraimpressioni dei disegni realizzati dal protagonista, la cui voce off ogni tanto fa capolino per rivelare enigmatici brandelli di trama? Verrebbe da pensare ad un film incomprensibile, intellettualistico e tedioso. Invece è proprio il contrario. Il fascino di un film come questo risiede nella presenza simultanea di dimensioni contrapposte: reale e ideale, sociale e intima, familiare e sessuale, materiale e mistica, squallida e lussureggiante. E la regia rende legittima ogni interpretazione. Potrebbe essere letta, prosaicamente, come la vicenda di un clandestino birmano adottato da una famiglia thailandese, che si prende cura della sua salute. O come una riedizione del "ragazzo selvaggio" di truffautiana memoria. Oppure come una reinvenzione del concetto di famiglia, dove Min appare come puro spirito, come angelo dell'eros per Roong, come proiezione del desiderio di maternità per Orn, come possibile manodopera per il marito di Orn: Min rappresenta in ogni caso la soddisfazione di un bisogno, più o meno egoistico (soddisfazione che non arriverà, per nessuno dei tre). Oppure "Blissfully Yours" è semplicemente una fuga, metaforica e poetica, dal grigiore di ambulatori e fabbriche alla beatitudine ("bliss") di foreste e fiumi. Sarebbe facile liquidare il film come una fantasia erotica-surrealista, immersa com'è in una atmosfera rarefatta, ma in verità gli elementi onirici (la misteriosa dermatite, la lozione a base di shampoo e ortaggi, la reazione indifferente di Orn allo sparo dopo il furto della moto etc...) non costruiscono un'allegoria organica (o un percorso sistematico di simboli e allusioni come ad esempio in Lynch, Bunuel o Jodorowsky), ma si innestano come tarme su di un tessuto naturalista-esplorativo, dove la soggettiva a ritroso in tempo reale di un'automobile restituisce il senso di un Tempo colto nel suo lento, graduale svolgersi: il fascino e il piacere della visione, in Apichatpong, albergano in questa calma, in questa serenità, nell'assoluta assenza di tensione, nella disinvoltura con cui si passa da un ambiente all'altro, da una storia all'altra, con un'incoerenza che è solo strutturale poichè il tono, il clima, il sentimento resta quello dolce e malinconico di un abbandono ai suoni fitti e assordanti della natura, ad un bagno rigenerante, ad un erotismo tenero, all'incombente sensazione di addio, alla consapevolezza della precarietà. Cambiano i luoghi e i momenti, ma l'effetto non è di spiazzamento: i tagli del montaggio sono morbidi, conducono per mano lo spettatore in un viaggio verso un "landscape" brulicante di temi, visioni e sensazioni. Weerasethakul è un poeta della fragilità, dell'evanescenza di ogni singolo istante, della comunanza spirituale di persone fisicamente lontane, dell'asimmetria di un mondo che pare non trovare un senso (il dramma dell'immigrazione clandestina, la burocrazia medica, la maternità negata dal maschio) se non nella regressione verso la dimensione spoglia e sensuale di un'arcadia universale, non-luogo insieme fisico e spirituale di emozioni e pensieri colti nella loro indipendenza dal corpo e dalla persona.

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