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Fahrenheit 9/11

Regia di Michael Moore vedi scheda film

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La recensione su Fahrenheit 9/11

di zombi
8 stelle

in attesa(e con la speranza) di vedere THE FOG OF WAR l'ancor più celebrato documentario di errol morris, gustiamoci questo vincitore della palma d'oro. sono in tanti a parlarne male, addirittura dicendone che a livello tecnico è fatto male eccetera eccetera. scorre via bene, non mi sono annoiato, in più c'è una sottile linea umoristica che non guasta. passiamo subito alla famigerata scena della madre. ne ho letto peste e corna, così come della scena che vede protagonista charlton heston vecchio e malato in BOWLING FOR COLUMBINE. l'aspettavo e volevo vedere com'era. l'occhio di moore e il nostro non si distolgono dal dolore e dal pianto della madre, un pò come in una puntata tipo di "la vita in diretta" o "i fatti vostri" o che altro. contrapporre ad un burlone truffaldino come bush una scena del genere potrebbe far venire voglia di dire che è tutta una messinscena, a stage, come dice una donna di un'altra donna che si è installata davanti alla casa bianca con un banchetto contro la guerra. moore spiega questa scelta, che quando ci si trova di fronte ad una persona come bush, bisogna mettere da parte un pò l'etica e usare dei metodi "un pò sporchi". quello che fa piacere pensare e soprattutto dire (davanti ad una tv ancora meglio) alle forze che governano il nostro paese e ai radicali, è che gente come moore o i "comunisti"(nella fattispecie tutti coloro che non la pensino come loro) odiano gli americani, nonostante ci abbiano salvato dalla dittatura nazi-fascista e che ora cercano di esportare la democrazia in paese dittatoriali come l'afghanistan o l'iraq. allarghino il loro tiro, quindi e comincino ad esportare la democrazia nella quale credono anche in posti dove il comunismo uccide ancora oggi. si può amare il proprio paese, e amare e rendere onore ai giovani che vanno a combattere contro un nemico che non li vuole e li uccide, ma non essere dalla parte di governanti che con una mano puntano il dito verso paesi canaglia e con l'altra vi stringono accordi vendendo consistenti fette di paese, infischiandosene di aeree e fascie di popolazione al di sotto della soglia della sussistenza. si può decidere di stare dalla parte dei meno abbienti non tanto perchè fa cool, ma forse perchè anche loro che piaccia o no, sono parte integrante di un paese e di un sistema che spesso chiede loro di sacrificarsi per esportare quel modo di vita in paesi lontani e di cui magari non si conosce nemmeno l'esistenza fino a quando non ci si viene sbattuti. michael moore ha spesso dimostrato che il suo grande paese è un paese che non si fa problemi ancora oggi a emarginare se si è di un colore piuttosto che un altro o di una preferenza sessuale piuttosto che quella "vigente". vuole forse solo dire è un grande paese ma che potrebbe fare qualche sforzo in più perchè diventi ancora più grande. cosa c'è di male in questo?... e allora se in BOWLING FOR COLUMBINE obbliga un vecchio e malato charlton heston ad andarsene, ha fatto bene! niente e nessuno ha impedito al presidente della lobby delle armi statunitensi di propagandare l'uso delle armi in città che stavano ancora vivendo il dolorosissimo lutto di figli uccisi dalla loro inconsulta vendita e diffusione. ha fatto bene, a scorrettezza si risponde con la rabbia. qui l'altra guancia non si porge più

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