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La mala educación

Regia di Pedro Almodóvar vedi scheda film

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La recensione su La mala educación

di trebby
10 stelle

Madrid 1980 Enrique è un affermato regista gay che un giorno riceve la visita di Ignazio un vecchio compagno di colleggio. Ignazio propone ad Enrique di fare un film sulla loro esperienza in un colleggio religioso circa 17 anni prima; Ignazio infatti aveva subito abusi sessuali da parte di padre Manolo che insegnava letteratura, e aveva nel frattempo scoperto di essere omosessuale grazie all'amicizia con Enrique. Padre Manolo accortosi dell'amicizia tra i due ragazzini aveva deciso di ricattare Ignazio minacciando di cacciare Enrique. Ignazio pur di non  perdere l'amichetto aveva ceduto alle volontà del prete pedofilo, che tuttavia espulse lo stesso Enrique dal colleggio. Ignazio decide d'inserire una parte totalmente inventata nella sceneggiatura nella quale nel 1977 egli stesso si reca in convento per ricattare il prete pedofilo. Enrique incuriosito decide di recarsi in Galizia dalla famiglia di Ignazio, qui scopre di essere stato vittima di un raggiro se così si può dire: il giovane che si era presentato nel suo ufficio dicendo di essere Ignazio in realtà era Juan fratello di Ignazio che in realtà era morto d'overdose qualche anno prima. Durante le riprese del film Enrique riceve la visita di padre Manolo che gli racconta come veramente siano andate le cose: attorno al 1976 Ignazio viveva a Valencia con Juan, aveva cambiato sesso ed era diventato eroinamane, per pagarsi l'eroina aveva così deciso di ricattare padre Manolo che nel frattempo aveva abbandonato la veste, si era sposato ed era diventato un importante editore. Manolo in un primo momento cede al ricatto, poi però inizia una torbida relazione sessuale con Juan e con lui pianifica l'omicidio di Ignazio mediante una dose tagliata male di eroina. Il regista spagnolo Almodovar si ispira ad una storia vera per dare luogo ad un doloroso ''racconto di formazione'', dove il dramma degli abusi sessuali del clero nei confronti dei bambini viene proposto con crudo realismo. Almodovar descrive un clero ipocrita, debosciato e crudele; dove la scusa di educare i bambini diventa un pretesto per squallide prevaricazioni, vili ricatti, e osceni abusi. Un clero così distante da quel Cristo che disse ''guai a chi porta scandalo tra i bambini, possa esso essere gettato nella gora con una macina al collo''. Il film poi è una storia di squallida emarginazione e di vita fatta di espedienti ed umiliazioni, la vita condotta da Ignazio a Valencia in particolare, una vita da transessuale tossicodipendente senza un soldo in tasca. Personaggi ''scoppiati'' senza possibilità di salvezza o redenzione, disperati senza arte ne parte. L'enigma dell'inganno ordito da Juan poi, un furto d'identità da parte di un uomo furbo e senza scrupoli che dopo essersi fatto aiutare dall'amante ad uccidere il fratello ne assume l'identità. Juan poi riuscirà a scaricare la responsabilità dell'omicidio di Ignazio su Manolo qui descritto come uno squallido depravato. Almodovar poi condisce il film con un erotismo crudo quasi brutale, il regista si sbizzarrisce affrontando temi delicati come l'omosessualità abbandonando la tipica dolcissima sensualità dei suoi film, che ha fatto scuola in tutto il cinema spagnolo. Almodovar poi abbandona il malinconico e dolce esistenzialismo introspettivo dei suoi film virando verso atmosfere dure quasi da ''noir''. Almodovar affronta temi come: pedofilia, tossicodipendenza, omicidio, erotismo, solitudine, povertà ed emarginazione con crudo realismo. Un film duro, ruvido con una trama solida, robusta ed avvincente. 

Sulla trama

Un regista madrileno compie un interessante viaggio nel proprio passato

Su Pedro Almodóvar

Un Almodovar diverso, più realista, senza troppi pudori o inibizioni, un Almodovar che vuole mostrare la realtà così com'è.

Su Gael García Bernal

Ottimo nel ruolo di un novello caino che non solo uccide Abele ma ne assume pure l'identità.

Su Fele Martinez

Ok

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