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Dopo mezzanotte

Regia di Davide Ferrario vedi scheda film

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La recensione su Dopo mezzanotte

di mm40
4 stelle

Filmetto coraggioso, questo Dopo mezzanotte, e almeno in parte riuscito. Perchè, se la storia è fondamentalmente poca cosa (sceneggiatura dello stesso Ferrario), in effetti è l'insieme di citazioni (cinefile) e suggestioni (emotive) a costituire il fulcro vitale dell'opera; e in questo senso certamente il film ha il suo perchè. Girato in digitale con colori vivaci e prevalenza di scene notturne, sugli interpreti non dotatissimi (si salva Giorgio Pasotti, già celebre soprattutto per alcune fiction tv, e subito dietro c'è la Inaudi, al debutto sul grande schermo; inguardabile Fabio Troiano, alla pari con altri attori in ruoli minori) prevale la voce fuori campo del narratore Silvio Orlando, che ci si aspetta sempre che venga allo scoperto a ripristinare l'ordine in scena, ma rimane purtroppo solamente una presenza verbale. Pasotti peraltro recita scimmiottando apertamente Buster Keaton per tutto il film, come se non bastassero i continui rimandi al divo comico del muto, sia nei dialoghi che nelle immagini; che si tratti di un atto d'amore verso il cinema, comunque, è forse l'unica certezza del film: per esempio anche il triangolo fra i protagonisti della storia viene affiancato esplicitamente a quello di Jules e Jim di Truffaut. Nel finale una stoccata politica che non ti aspetti (e che stona anche un po' all'interno di un'opera di tale leggerezza trasognata), col ripugnante faccione ebete di Berlusconi chiamato in causa di fronte alla morte di Angelo (che rappresenta la fine delle vicende narrate, quindi del film, ma, ci tiene a precisarlo Ferrario tramite Orlando, non certo del cinema): anche se la metafora è chiara e onesta - il pregiudicato in odore di mafia che paga le minorenni per fare sesso, corruttore di giudici e avvocati, autore di falsi in bilancio e spergiuro (fra le altre cose) ha ammazzato il Paese - pare un po' fuori luogo. Valanga spropositata di premi per Ferrario: a Berlino, a Saint Vincent ed anche un David per i migliori effetti speciali visivi. 5/10.

Sulla trama

Una ragazza in fuga dal proprio datore di lavoro - dopo una lite - ripara nella Mole antonelliana; qui il giovane custode la ospita per qualche giorno e le si dichiara. La ragazza è però fidanzata con un ladruncolo di auto; quando un 'incidente sul lavoro' (un metronotte dalla pistola facile) lo stronca, lei è pronta per stare col custode.

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