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City Hunter: Amore, destino e una 357 Magnum

Regia di Kenji Kodama vedi scheda film

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AndreaVenuti

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La recensione su City Hunter: Amore, destino e una 357 Magnum

di AndreaVenuti
7 stelle

City Hunter Special: Amore, destino e una 357 Magnum, Kenji Kodama, 1989.

Primo lungometraggio animato dedicato al mandrillo dalla mira infallibile diretto inequivocabilmente da Kodama, l'autore delle prime tre stagioni televisive dell'anime. Il film segue lo stesso canovaccio della serie quindi allusioni sessuali filtrate da una comicità demenziale e super-deformed (immancabile la gag del martello), scontri a fuoco dirompenti e momenti melodrammatici si amalgamo discretamente bene.
Puro intrattenimento rivolto agli amanti dell'anime originale; detto questo meritano di essere citati l'incipit e l'atto conclusivo.
 
Il film si apre con un aereo che atterra all'aeroporto Internazionale di Tokyo, poco dopo un misterioso killer fredda dalla distanza un noto trafficante d'informazioni (sequenza che richiama l'inizio di Golgo 13 del maestro Dezaki anche se a livello registico non ci sono paragoni; Kodama opta per uno stile quadrato lontano anni luce dallo sperimentalismo visionario di Dezaki).
Nel finale invece Kodama gioca con il montaggio parallelo in funzione simbolica dove intermezzi caratterizzati da una soave musica classica (concento di pianoforte) si alternano ad una furiosa sparatoria che si conclude con un duello in salsa western...
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