Espandi menu
cerca
Audition

Regia di Takashi Miike vedi scheda film

Recensioni

L'autore

alan smithee

alan smithee

Iscritto dal 6 maggio 2011 Vai al suo profilo
  • Seguaci 271
  • Post 174
  • Recensioni 4169
  • Playlist 21
Mandagli un messaggio
Messaggio inviato!
Messaggio inviato!
chiudi

La recensione su Audition

di alan smithee
6 stelle

Thriller sul disagio familiare di una vita fatta di lavoro e solitudine, ma anche sull’ossessione dell'autodifesa che rende una vittima sacrificale di tante prevaricazioni maschili, uno spietato killer seriale senza pieta’.
Al centro della vicenda un uomo d’affari giapponese ancora giovane, rimasto vedovo con un figlio teenager, che quasi per gioco inscena, con la complicita’ di un amico produttore cinematografico - una convocazione ufficiale per l'assegnazione di un ruolo importante come protagonista femminile di un film in cantiere, nascondendo con questo intento il passaggio in rassegna di giovani donne tra cui poter trovare l'ideale candidata a sua futura sposa. Dopo varie “audizioni”, spesso bizzarre o infruttuose, ecco che davanti all’uomo si presenta una bellezza mozzafiato, dolce, remissiva, sulla  quale l’uomo aveva gia’ messo un occhio in occasione della lettura dei vari curricola delle numerose aspiranti al ruolo.
La giovane sembra il ritratto della perfezione e della bellezza:  un sogno che pare realizzarsi dopo tanta infelicita’ seguita al lutto; per questo l’uomo se ne innamora molto presto. Ma, come sempre o quasi, la perfezione ostentata nasconde profonde inquetudini, in questo caso orrori domestici inauditi, vendette e rancori maturati in seguito ai soprusi subiti in una vita di prevaricazione da parte di uomini violenti ed autoritari: tutto l’opposto del nostro buono ed ingenuo protagonista, a cui costera’ molto caro questa sua bizzarro progetto matrimoniale.
Takashi Miike appare questa volta fin quasi sdolcinato in buona parte dello svolgimento della trama avvolgendo di una patina dolciastra quasi tre quarti del film, e limitandosi a sfoderare la consueta ferocia solo negli ultimi terrificanti venti minuti, in cui tutto il torbido viene a galla con torture e amputazioni di un realismo stordente.
Ma e’ anche vero che proprio questa ostentata mielosita’ iniziale riesce a rendere piu’ vivace il contrasto con la tensione del crudele gioco al massacro posto in atto dalla bella e folle protagonista, animale ferito in cerca di vendetta.

Ti è stata utile questa recensione? Utile per Per te?

Commenta

Avatar utente

Per poter commentare occorre aver fatto login.
Se non sei ancora iscritto Registrati