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È più facile per un cammello...

Regia di Valeria Bruni Tedeschi vedi scheda film

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La recensione su È più facile per un cammello...

di zombi
8 stelle

è un film che è caduto a puntino. primo spettacolo della domenica sera. tre in sala. bellissima giornata. soleggiata, ma senza il cielo bianco della cappa d'afa che opprime di solito la bassa. un film giusto per una giornata così. ancora meglio poterlo guardare all'aperto, magari con una granatina. del resto, era estate anche a parigi. la parigi che si sogna dei bei quartieri ricchi, dei palazzi antichi, dei vialoni, della tour eiffel, del louvre e dei musei più belli. la bruni-tedeschi la prima volta la vidi nel film di calopresti LA SECONDA VOLTA. poi mi capitò di vederla in LE PERSONE NORMALI NON HANNO NIENTE DI ECCEZIONALE e nel film di calopresti LA PAROLA AMORE ESISTE e fu colpo di fulmine. ebbi occasione di vederla nè IL COLORE DELLA MENZOGNA e li recitò. negli altri due film citati insieme a questo anche da regista, la bruni-tedeschi, mi sembra che sia se stessa. del resto la vidi una sera ospite di piero chiambretti, se non ricordo male, in occasione dell'uscita di un suo film e non riusciva a spiaccicare parola. non riusciva, non voleva, voleva ma non riusciva, non mi è stato dato di sapere. la signorina è siffatta. piaccia o non piaccia è così. tra il suo appartamento e quello della madre e della sorella in analisi e schizzata. tra un café e una via, tra il fidanzato comunista e l'amante, tra la stanza d'ospedale del padre morente e l'ufficio di un autore teatrale per presentare la sua ultima fatica di scrittura, tra una seduta di confessione e un'altra, si svolge la sua vita. una vita in cui il parroco le corre dietro per chiederle cosa vuole, che lui non è uno psichiatra e che forse lui non può aiutarla. una vita in cui il fidanzato s'incazza perchè vuole sapere quando e se sarà mai pronta per mettere su casa e famiglia, senza dover perdere il tempo a cercare appartamenti sempre più enormi, col solo scopo di cambiare casa e prendere tempo. un fidanzato non così ricco, che sua madre addita come terrorista e che fa sempre più fatica a sopportare i discorsi vacui della famiglia riunita. valeria chissà cosa vuole. si annoia, non vuole più i suoi soldi perchè "non è giusto averne così tanti" e così vuole darli, senza sapere cosa voglia dire. dall'avvocato o notaio che sia per sapere di quanti soldi dispone, vediamo la faccia dell'avvocato che il più pazientemente possibile le dice, che non è difficile costruire un ospedale in africa, irritata se non schifata dal comportamento apatico della sua cliente. una creatura amorfa in una famiglia di mostri, in cui si rincorrono ricordi abbelliti dalla fantasia crativa della protagonista. persone che mostrano la loro ansia di avere hobby, amanti, chilometri da macinare in giro per il mondo per avere qualcosa da fare. è un film riuscito, mi è piaciuto, e la bruni-tedeschi ha arricchito il suo personaggio storico di elementi divertenti e fantasiosi. di fronte allo spettacolino degli operai che cercano di infilare la bara del padre sull'aereoplanino che lo riporti in italia, i 4 familiari osservano divertiti o semplicemente inocati. "mangi" le chiede la madre... "un vuoto da riempire" le risponde. la vita riprende per tutti dopo un lutto. e c'è chi può farci su un film gradevole come questo. con partecipazioni illustri di un jean-hugues anglade un pò disfatto ma sempre affascinante, divertite di lambert wilson, di figlie di stra-arte come la mastroianni. un film fatto di parole, di ansie, di girare senza fare un cazzo, di prendere schiaffi, di truccarsi e farsi belle per andare a confessarsi in chiesa, di correre per non andare da nessuna parte se non dalla sorella ed essere spintonate e cacciate fuori a male parole. un film snob che, che può permettersi di esserlo, infelice di esserlo nonostante ci stia dentro da dio. un film francese, da arena estiva, un pò alla marie riviere di IL RAGGIO VERDE. fortunatamente per marie, a lei si risolvono le cose.

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