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Eva contro Eva

Regia di Joseph L. Mankiewicz vedi scheda film

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La recensione su Eva contro Eva

di steno79
9 stelle

Nel suo genere, un film da manuale, una commedia brillante ma corrosiva sul mito del successo ad ogni costo e sull'arrivismo sfrenato che non guarda in faccia a nessuno. E' un film che deve le sue qualità principalmente a una sceneggiatura di ferro e ad un'interpretazione di alto livello del cast. La sceneggiatura, dovuta allo stesso regista Mankiewicz, è molto abile nella costruzione narrativa a flashback, introdotti dalle voci narranti di diversi personaggi, e in dialoghi che mostrano una squisita intelligenza e sono pieni di battute memorabili (una per tutte: la Davis che durante il party esclama: "Allacciate la cintura di sicurezza, c'è aria di burrasca). L'interpretazione della Davis nei panni dell'attrice Margo Channing è sensazionale ed è da annoverare fra le più memorabili nella storia di Hollywood (il ruolo sembra scritto appositamente per lei, ed è reso perfettamente nei registri dell'esuberanza verbale, dell'isteria e di una fragilità legata alla paura dell'invecchiamento); anche la Baxter è bravissima nel rendere la duplicità e la perfidia del personaggio di Eva (e nonostante che il titolo originale reciti "Tutto su Eva", mi sembra che questo personaggio resti alquanto enigmatico anche dopo la fine della visione del film). Fra gli altri attori, eccellente George Sanders nel ruolo del critico velenoso e buone le prove di Celeste Holm, Gary Merrill, Hugh Marlowe e Thelma Ritter (quest'ultima una spanna sopra gli altri menzionati). Se si arriva alla regia di Mankiewicz, però, alcuni critici sostengono che non avrebbe curato abbastanza la componente visiva, privilegiando la direzione degli attori e lo script: purtroppo, devo riconoscere che l'accusa risponde al vero almeno in parte, perchè il film non riesce a sedurre l'occhio nella maniera in cui lo facevano altri virtuosi della macchina da presa come Orson Welles o Alfred Hitchcock, tranne alcune eccezioni qua e là (il fermo-immagine durante la sequenza iniziale e il finale con la nuova arrampicatrice sociale che prende il premio di Eva ed è riflessa in un grande specchio che ne moltiplica l'immagine). Non si tratta comunque di teatro filmato, pur svolgendosi in un numero piuttosto limitato di set: resta una storia di forte pregnanza emotiva con numerose sequenze memorabili (una per tutte: lo svelamento della falsità di Eva da parte di Addison nella camera d'albergo) e un esempio ammirevole di story-telling.
voto  9/10

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