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L'esorcista (versione integrale)

Regia di William Friedkin vedi scheda film

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La recensione su L'esorcista (versione integrale)

di Stanley42
9 stelle

 

È un film ipnotico "L'esorcista".

A partire dalla strepitosa colonna sonora tratta dalle "Tubular bells" di Mike Oldfileld: un giro di piano, inconfondibile ed indimenticabile, che fa da tappeto sonoro alla serie di strumenti che in progressione andranno a variare la melodia.

Così è anche il film, tutto incentrato sull'analisi del concetto del Male, nella sua accezione più profonda, a cui fanno da supporto le varie vicende interiori di ogni personaggio. Ma la base, come dicevamo, è sempre la stessa.

È inadeguato o, quanto meno, riduttivo classificare il capolavoro di Friedkin come un horror, perché si rischierebbe, così facendo, di liquidarlo alla stregua di una semplice pellicola da notte di Halloween o di sminuirne l'effettiva portata e potenza. "L'esorcista" è prima di tutto cinema puro, come il Male che tratta, e thriller psico-teologico destabilizzante con venature orrorifiche.

Friedkin, su sceneggiatura di Blatty, mette a confronto il bene e il male, il sacro con il profano, la fede con la scienza ed esattamente come nella realtà non dà risposte certe; tutto il film è percorso da una sensazione generale di incertezza e nonostante la manifestazione della presenza del demone il regista lascia sempre uno spiraglio ai dubbi (perché Regan posseduta reagisce con urla a quella che non era acqua santa ma semplice acqua del rubinetto? Padre Karras si suicida perché posseduto o per i sensi di colpa?), contribuendo ad ammantare la vicenda con un ammaliante fascino che tutt'oggi, a distanza di oltre quarant'anni, la permea.

Agghiaccianti ma indimenticabili le scene di possessione al limite del blasfemo (merito anche degli effetti speciali dell'inimitabile  Rick Baker), che hanno aperto le porte a tutti i film successivi sul tema fino ai giorni nostri, che inevitabilmente hanno contratto un grande debito con questa pietra angolare del cinema, senza però mai raggiungerne la potenza e la profondità.

Altro elemento, a sostegno della sua poca attinenza al genere horror, sta nello spessore dei personaggi della storia, per i quali si potrebbe tranquillamente parlare di persone: le loro figure, per nulla stereotipate, sono credibili nelle azioni ma soprattutto nelle reazioni.

A contribuire nel creare questa sensazione concorrono le ispirate interpretazioni degli attori: Ellen Burstyn trasmette il giusto senso di disperazione, Max Von Sydow con la sua imponente figura entra nella leggenda, Linda Blair è semplicemente agghiacciante e il compianto Jason Miller rimane il miglior personaggio del film e il miglior prete mai apparso sul grande schermo, con i suoi dubbi e incertezze.

Infine, con le integrazioni di cui gode questa nuova edizione che permettono  di comprendere meglio la storia nel suo insieme, "L'esorcista" rimane un caposaldo che ha aperto le porte dell'oscurità al cinema moderno è un'opera stratificata di rara maestria registica e di grandissima profondità spirituale.

Il Male, che si creda o meno in Dio, esiste ed è in mezzo a noi pronto a ghermirci in un qualsiasi istante di debolezza: questa la grande lezione, che Friedkin e Blatty ci trasmettono attraverso la loro opera.

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