Regia di Emma Hough Hobbs, Leela Varghese vedi scheda film
Lesbian Space Princess (2024): locandina
TRIESTE SCIENCE + FICTION FESTIVAL 2025 Saira, principessa timida, titubante, insicura, irrisolta, di fatto emarginata nonostante il rango nobile, vive sul pianeta Clitopolis, abitato e guidato unicamente da donne lesbiche, figlia di due regine piuttosto sbadate e distratte.
La giovane principessa è distrutta dalla fine della sua relazione con Kiki, cacciatrice di taglie dura, tenace, ma altrettanto insensibile, che perde interesse verso di lei, trovandola oltremodo noiosa.
Saira, incapace di accettare di essere lasciata, continua a indossare il maglione di Kiki, l’unico oggetto superstite di una relazione durata in effetti poche settimane, ma intensa, almeno dal punto di vista del l'erede al trono.


Proprio in quel doloroso momento di crisi, un terzetto di grevi maschi bianchi eterosessualieni di un altro pianeta, rapisce Kiki per usarla come esca per rubare il labrys di Sara. L'oggetto conteso dai rapitori, conosciuto con questo nome, indica una preziosa ascia bipenne, simbolo del potere lesbico, che i tre prepotenti maschi intendono usare per dar fine ai loro scopi malvagi.
Purtroppo, a differenza delle altre lesbiche che popolano il suo pianeta, Sara, timida ed insicura, non è ancora riuscita ad evocare il suo labrys.
Presa dal panico, senza concrete alternative, Saira entra on azione e sottrae una navicella spaziale con un cuore ed un'anima, ma da tempo abbandonata, e parte per un viaggio attraverso la galassia per salvare Kiki. Che però, insensible e spigolosa, non merita davvero tutte le premure ed i rischi a cui va incontro la ora molto meno titubante e più sicura di sé Saira.



Il film d’animazione delle australiane Emma Hough Hobbs e Leela Varghese, proviene dal 75° Festival internazionale del cinema di Berlino, dove si è coerentemente aggiudicato il Teddy Award, e in seguito risulta tra i lungometraggi che partecipano al Trieste Science+Fiction Festival 2025. Pur elementare e rudimentale, stilizzato e puerile nel disegno, il film vive momenti divertenti e sarcastici che avrebbero goduto di in esito più dinamico e azzeccato entro una durata meno dilatata, attorno ad un massimo di 40 minuti.
Tuttavia il film si porta dietro spunti di riflessione attuali e potenti, che vedono criticare il solito machismo fine a se stesso (portato avanti da tre maschi così incolore e poco interessanti da risultare come tre fogli di carta bianca con qualche tratto da cui si scorge un vago lineamenti del viso.

In un contesto sociale a sfondo galattico, Lesbian Space Princess descrive comportamenti, attitudini, motivazioni ove chi ha potere e disponibilità si ritrova a porsi domande esistenziali anche profonde in grado di rimettersi radicalmente in discussione, mentre altre smaliziata cavalcatrici sociali sfruttano la propria sicurezza solo per trarne benefici personali ed egoistici. Tutto raccontato con una sana ironia ed un contesto colorato che meritava forse una accuratezza di disegno e movimento più originale.
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