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Predator: Badlands

Regia di Dan Trachtenberg vedi scheda film

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La recensione su Predator: Badlands

di Marco Poggi
6 stelle

Un Predator adolescente scende sulla Terra - o ciò che si crede che sia la Terra - dopo aver assistito al sacrificio del fratello, ucciso dal padre, capo di un suo clan di predatori, in cerca di una preda, ma poi stringe amicizia con un'androide e un cucciolo di mostro. Grande Elle Fanning, in un doppio ruolo, di androide buona e androide cattiva.

Un Predator adolescente scende sulla Terra - o ciò che si crede che sia la Terra - dopo aver assistito al sacrificio del fratello, ucciso dal padre, capo di un suo clan di predatori, in cerca di una preda, ma poi stringe amicizia con un'androide e un cucciolo di mostro. Predator, qui armato di un machete affilato, che liccica grazie a dei raggi laser,  passa da super cattivo della situazione (ah, che belli i primi tempi, di Arnold Schwarzenegger e Danny Glover, nella parte degli eroi umani, che combattono i Predator, che fanno strage di militari forzuti ed addestrati e poliziotti buoni) ad antieroe e si tifa per lui (un po' come fa il T-800, di Terminator, interpretato da Arnold Schwarzenegger, che ha smesso d'essere un vero assassino robotico spietato, dal secondo capitolo, del 1991)  quando va caccia e combatte per la sua sopravvivenza, ma la vera sorpresa è Elle Fanning, che è convincente nel doppio ruolo di androide buona (che recita, per quasi metà del film, dalla testa al busto, facendosi trasportare dal Predator) e androide cattiva. E' davvero brava, anche nelle scene di combattimento, perché quando si animano le sue gambe, si vede che si scatenano, come la parte della testa e del tronco. Brava anche come androide cattiva, dove basta un cambio di look, un occhio accecato, e un taglio di capelli diverso, per renderla la peggiore dei malvagi. E' l'unica dei personaggi principali a parlare correttamente, senza accenti alieni, come fanno i Predator. Il film mostra che non ci si può fidare dei familiari, se questi hanno idee  diverse e atteggiamenti più oscuri. La Fenning fa davvero paura, quando si mette a pilotare un esoschetro, in stile "ALIENS SCONTRO FINALE", per combattere ad armi pari contro il Predator, che sì, resta un cacciatore, ma soprattutto uno che deve superare certe prove difficili e sopravvivere. Non un capolavoro, ma un discreto film di fantascienza, adatto ai fan, ma anche al pubblico occasionale. 

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