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I lunedì al sole

Regia di Fernando León de Aranoa vedi scheda film

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Questo testo contiene anticipazioni sulla trama.

La recensione su I lunedì al sole

di hallorann
10 stelle

Al cinema spesso vigono dei tabù, per esempio raccontare la classe operaia non è sinonimo di incasso, pertanto ci si tiene lontani da certe tentazioni. Nel 1962 Monicelli raccontò le prime lotte operaie di fine ottocento in Italia con I COMPAGNI, un capolavoro pari a LA GRANDE GUERRA ma il pubblico disertò le sale, altro discorso per LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO di Petri del ’72 vincitore di Cannes e grande successo, ma i settanta erano anni di impegno civile su tutti i fronti. In Inghilterra, per fortuna c’è stato Ken Loach che ne ha fatto a decine, onesti e militanti, alcuni non riusciti, ma altri come RIFF RAFF e PIOVONO PIETRE sono dei capisaldi del cinema impegnato e radicale britannico. A fine anni ’90, sempre dall’Inghilterra, sono arrivati anche due deliziosi film come FULL MONTY e GRAZIE SIGNORA THATCHER abilmente costruiti per incontrare i gusti del pubblico più vasto. In Italia, negli ultimi anni va ricordato Virzì, il fuoriclasse della nuova commedia all’italiana con titoli come LA BELLA VITA e in parte OVOSODO, Riccardo Milani con IL POSTO DELL’ANIMA, se ci si addentra nel territorio del documentario i titoli da ricordare sono tanti, tra i più recenti bellissimo e necessario LA FABBRICA DEI TEDESCHI di Calopresti.

 

locandina

I lunedì al sole (2002): locandina

 

Ma il miglior lungometraggio degli ultimi anni è senz’altro I LUNEDI’ AL SOLE del 2002, ambientato a Gijon in Spagna. Il regista F.Leòn de Aranoa racconta la crisi di occupazione dei portuali della Galizia in seguito a una raffica di licenziamenti avvenuta negli anni ’90. Quattro amici trascorrono insieme la loro nuova condizione di disoccupati: Santa è il più intransigente: ”Abbiamo perso perché non siamo rimasti uniti” (una battuta che purtroppo risuona sempre più attuale di questi tempi), sogna gli antipodi: ”In Australia c’è lavoro qui no, lì si scopa qui no” e si difende dalla solitudine con l’arma dell’ironia; Lino fa continuamente colloqui di lavoro tingendosi i capelli e vestendosi da giovane per nascondere gi anni che passano;  Josè è frustrato perché mantenuto dalla moglie Ana, la quale fa turni massacranti in una fabbrica di scatolame; Amador chiuso e introverso si rifugia nella bottiglia e poi ci sono Reyna (uno di quelli che ha ceduto prima nel momento della lotta e ora è il bersaglio preferito delle battute sarcastiche di Santa) che fa la guardia notturna in un cantiere da cui si possono vedere le partite dello Sporting ma solo a metà; Rico che con i risparmi ha aperto un bar dove tutti si trovano a chiacchierare e bere a credito. Leòn de Aranoa è molto bravo nel delineare i caratteri dei personaggi, nel dosare situazioni tragiche ad altre esilaranti, senza mai cedere alla ruffianeria e alla retorica, ma rimanendo icastico ben ancorato alla realtà, alla quotidianità con uno stile secco ed essenziale ed è questo il vero punto di forza del film. Le scene memorabili sono tante: la morte di Amador, la richiesta del mutuo di Josè e Ana, i battibecchi al bar, Santa (un immenso Javier Bardem) che legge al bambino la favola della cicala e della formica in chiave marxista e tante altre. I LUNEDI’ AL SOLE è (stato) una bella lezione di cinema di impegno civile spagnolo per noi italiani.

 

scena

I lunedì al sole (2002): scena

 

scena

I lunedì al sole (2002): scena

 

Javier Bardem, Luis Tosar

I lunedì al sole (2002): Javier Bardem, Luis Tosar

 

Javier Bardem

I lunedì al sole (2002): Javier Bardem

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