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Gangs of New York

Regia di Martin Scorsese vedi scheda film

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La recensione su Gangs of New York

di tafo
7 stelle

Il film storico tanto voluto nel momento storico meno opportuno per un occasione non del tutto sfruttata.

Per andare nell’ovest bisogna passare dall’est. Prima di arrivare nel selvaggio West c’è da affrontare il civile East nel rispetto della iconografia Americana. Prima di imbarcarsi per l’eldorado c’è da combattere una guerra civile o tra bande. Il film è fatto col cuore dal nostro che ama la sua città, molto sentito e molto pieno di cose, forse troppo, ci  mette la violenza furiosa di chi  per vivere deve sopraffare gli altri, che non possono essere quasi mai i ricchi ma sempre quelli che hanno qualcosa in più di quelli che non hanno niente. I nativi vedono sbarcare ogni giorno centinaia di irlandesi papisti e invasori del loro suolo orgogliosamente bianco e protestante. Gli irlandesi se la prendono con i negri che non  vogliono  essere più considerati schiavi come la guerra civile in atto alla fine sancirà. La solita rabbia sociale che non potendo realmente attaccare i ricchi borghesi diventa uno scontro tra poveri. La vendetta del giovane orfano che ritorna nei luoghi paterni rimane ambigua per lo stesso ragazzo che non vuole rivelarsi per poter avvicinare l’assassino di suo padre, ma alla lunga prende gusto al ruolo di braccio destro, anzi di spalla sinistra del macellaio fino al punto di salvargli la vita avvisandolo di un attentato che alla fine lo colpisce solo alla spalla. Bill è il padrino del luogo, però rispetta gli avversari non è un cattivo per forza non vuole fare politica vuole mantenere la purezza del paese e il potere nelle sue mani. Amsterdam non è buono per forza il potere che il macellaio gli fa vedere gli piace quasi fino al punto di dimenticare la sorte del povero genitore visto anche che quasi tutti gli ex compagni si sono adattati al nuovo padrone. Una volta tradita la sua vera identità lo scontro diventa inevitabile e quando la Storia irrompe nella storia il giovane avrà la sua vendetta nella polvere di una città spettrale colpita al cuore. Opera colossale ma che non sa decidere cosa privilegiare tra la nascita di una nazione e la strage in una città. Ricostruzione suggestiva e imponente che scorre come  cinema classico senza grandi difetti per un film  più post 11 settembre che totalmente scorsesiano.    

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